Boban: "Voglio il bene del Milan, ma serve tempo per riportarlo in alto"

Boban: “Voglio il bene del Milan, ma serve tempo per riportarlo in alto”

Ecco le dichiarazioni rilasciate dal dirigente milanista al Festival dello Sport di Trento.

Milan, Zvonimir Boban, ospite al “Festival dello Sport” a Trento, ha parlato del club rossonero, dopo l’esonero di Marco Giampaolo e la contestazione dei tifosi per l’ingaggio di Stefano Pioli. “Perché sono al Milan? Beh, me lo sto chiedendo anch’io”, ha dischiarato scherzando il dirigente milanista.

“È una battuta ironica – ha aggiunto – sono felice di lottare ancora per il club che amo. Io arrogante? Non credo, il fuoriclasse pensa sempre troppo in grande ma adesso non gioco più. Dopo non aver capito nulla della vita, ho iniziato a studiare, capire di più, punirmi da solo se necessario. Il momento al Milan è abbastanza difficile perché mandare via l’allenatore è una sconfitta”.

Una considerazione sull’esonero di Marco Giampaolo: “È una bravissima persona ed è una dispiacere enorme. È stata una scelta presa all’unanimità, volta solo ed esclusivamente a migliorare il gioco del Milan. Se vedi che non si riesce più a spingere, allora pensi di cambiare. Voglio il bene di questo club e intendo riportarlo ai livelli del mio Milan. Ci stiamo impegnando su tutti i fronti perché possa accadere presto. I risultati non dipendono solo dal tecnico, ci sono i giocatori e i dirigenti. Siamo tutti colpevoli di una eventuale disfatta”.

Bernard Arnault Ivan Strinic Frederic Massara Nemanja Matic Maurizio Ganz Frederic Massara Ozan Kabak Gaston Pereiro Boban Casa Milan Costacurta Giocondo Martorelli Theo Hernandez Boban
Fonte foto: https://www.facebook.com/GianlucaDiMarzio/

Boban: “Nessun proclamo ma ce la metteremo tutta”

L’obiettivo, dunque, è riportare la società milanista ai vertici del calcio europeo: “A Giampaolo – ha affermato Boban – appena dopo il suo arrivo a Milanello, dissi ‘spero di lasciare questa città insieme a te’, lo stesso feci con Paolo con il quale condivido l’ufficio ogni giorno. Serve tempo e lo abbiamo sempre detto, non abbiamo mai proclamato nulla. Ricordo che siamo la squadra più giovane della Serie A”.

“In ogni mestiere è così. Sappiamo cosa deve essere fatto, ma è un processo. Non si può dire ‘ci sono quei fenomeni di Paolo e Zvone, perciò vincere è obbligatorio o scontato’. Noi ce la metteremo tutta, al terzo anno magari vedremo una squadra più forte e competitiva. Una squadra che giornata dopo giornata proverà a giocare sempre meglio. Se saremo bravi, capiremo certe cose più degli altri, altrimenti ci riuscirà qualcun altro. Di sicuro c’è che non è più lo stesso calcio di qualche tempo fa”.

ultimo aggiornamento: 11-10-2019

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