Calenda, dall'alleanza agli insulti: sfuriata su Giuseppe Conte
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Calenda, dall’alleanza agli insulti: sfuriata su Giuseppe Conte

Carlo Calenda

Non le manda a dire Carlo Calenda a Giuseppe Conte e al M5S. Il leader di Azione ha parlato di alleanze e non solo.

Le alleanze per le Regionali, ma anche le durissime parole verso il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Carlo Calenda non si contiene in una intervista fiume al Corriere della Sera nella quale non ha fatto sconti al numero uno pentastellato con tanto di “insulti”.

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Carlo Calenda
Carlo Calenda

Carlo Calenda, gli insulti a Giuseppe Conte

Carlo Calenda ha annunciato di voler fare alleanze larghe alle elezioni regionali andando contro quella che sembrava l’intenzione di isolare il Terzo Polo che, nel frattempo, si era rotto a seguito della separazione da Renzi.

Quello che, invece, non sembra cambiato, è il pensiero del leader di Azione verso Giuseppe Conte attaccato e praticamente “insultato” nel corso dell’intervista al Corriere.

“Se ho cambiato idea su Conte? Ma quando mai. Penso che Conte sia un populista, che sia stato un pessimo presidente del Consiglio e non condivido le sue idee, dal Superbonus ai termovalorizzatori, per non parlare della politica estera. Non ho mai detto che faremo parte di nessun campo largo. Non abbiamo fatto il governo con i Cinque Stelle quando non c’era la vicenda ucraina, figuriamoci adesso”.

Il politico ha rincarato poi la dose su Conte: “Le frasi che ha detto Conte l’altro ieri in tv sull’Ucraina sono immorali. Io sono appena tornato da lì. Al fronte c’è un milione di persone che difende la propria libertà, e quello che dovrebbe fare Conte invece di dire cazz… – e scriva proprio cazz**e per favore – sull’abbigliamento di Zelensky, è alzare la pochette e farsi trenta ore di viaggio per andare in Ucraina perché sta parlando di una vicenda di cui non sa letteralmente nulla”.

Le alleanze (anche con Conte)

Al netto del duro pensiero su Conte, Calenda conferma, però, che farebbe un’alleanza. Anzi, che in realtà ci sia già stata: “Lo abbiamo già fatto. In Abruzzo c’è un candidato civico di grande qualità, un rettore che ha rilanciato l’università di Teramo e risanato l’azienda dei trasporti. Dovrei non sostenerlo perché lo sostengono i Cinque Stelle? Quello che ho dichiarato è che non continueremo a sostenere candidati terzi”.

E in questa ottica, il leader di Azione ha motivato le sue parole spiegando: “Dopo sei elezioni regionali c’è una lezione che va imparata: il sistema elettorale a un turno unico non consente una candidatura terza. Sosteniamo D’Amico in Abruzzo esattamente come facciamo con Occhiuto, in Calabria, che è un bravo governatore liberale, moderato, europeista. Questo è il criterio su cui decidiamo e decideremo: competenza, onestà e valori democratici. Basta candidature di testimonianza“.

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ultimo aggiornamento: 29 Febbraio 2024 10:21

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