Salta la perquisizione della Guardia di Finanza alla sede di CasaPound, la Procura attende un’informativa sulla vicenda.

ROMA – Non è stata effettuata la perquisizione della Guardia di Finanza nella sede di CasaPund, il movimento di estrema destra presieduto da Iannone. I militari delle Fiamme Gialle avrebbero dovuto controllare lo stato dell’immobile dove sorge la sede del movimento, che occuperebbe abusivamente lo stabile dal 2003.

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Mancata ispezione della Guardia di Finanza alla sede di CasaPound: Procura attende informativa

La Procura di Roma ha chiesto alla Guardia di Finanza un’informativa sulla mancata perquisizione disposta dalla Corte dei Conti. Stando ad alcune testimonianze, i militanti del movimento si sarebbero prima opposti all’ingresso nello stabile delle telecamere e dei giornalisti al seguito dei finanzieri e poi si sarebbero opposti alla perquisizione.

I toni, proseguono i racconti dei presenti, si sarebbero infiammati al punto che gli appartenenti al movimento avrebbero minacciato i militari. Diversi utenti dei social network hanno denunciato le minacce rivolte dagli uomini del movimento alla Guardia di Finanza, ma le voci sono state prontamente smentite dai vertici di CasaPound.

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Pubblicato da Alessia Morani su Martedì 23 ottobre 2018

CasaPound, Iannone: “Non c’è davvero più limite alle fake news”

La risposta da parte di CasaPound è arrivata con una nota firmata dal presidente Gianluca Iannone, il quale ha smentito la notizia delle minacce rivolte ai finanzieri e agli uomini della Digos. “Nessuno sgombero in vista per CasaPound, nessun danno erariale, nessuna minaccia alla finanza. Lasciano di stucco le ricostruzioni fantasiose di quanto accaduto, o meglio non accaduto, ieri in via Napoleone III […]. Non c’è davvero più limite alle fake news“.

Iannone spiega la mancata ispezione della Guardia di Finanza alla sede di CasaPound

Ci siamo limitati a concordare le modalità per un controllo nello stabile che avvenisse nel rispetto dei diritti e della sicurezza delle famiglie in grave stato di emergenza abitativa che vi risiedono dal 2003 – prosegue la nota diffusa da CasaPound. Quando però ci siamo resi conto che non era possibile garantire minime condizioni di dignità per i residenti vista l’inopportuna presenza di una folla di telecamere, ci siamo limitati a chiedere che si rinviasse il controllo ad altra data“.


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