Caso Becciu, la Cassazione revoca gli arresti per Cecilia Marogna. La manager era uscita dal carcere il 13 ottobre.

MILANO – Caso Becciu, revocati gli arresti per Cecilia Marogna. La Cassazione ha disposto l’annullamento della misura cautelare nei confronti della manager.

Caso Becciu, la posizione di Cecilia Marogna

La manager del cardinale era stata arrestata il 13 ottobre a Milano dalla Guardia di Finanza. Su di lei pendeva un mandato di cattura internazionale. L’accusa è quella di peculato per distrazione di beni. Misura cautelare rivista il 30 ottobre. Cecilia Marogna era tornata in libertà con l’obbligo di firma.

Secondo quanto ricostruito da La Repubblica, nel mirino degli inquirenti sarebbero finiti bonifici per mezzo milione di euro arrivati dalla Santa Sede per operazioni umanitarie in Asia e Africa. Fondi che sarebbero stati utilizzati per acquisti personali. Nelle prossime ore la donna sarà estradata al Vaticano per il processo.

Chi è Cecilia Marogna

Cecilia Marogna è la manager coinvolta nel caso Becciu. La donna avrebbe avuto delle relazioni molto strette con la Segreteria di Stato nel 2016, quando il cardinale ricopriva il ruolo di Sostituto.

L’indagine ha portato alla luce l’utilizzo di fondi arrivati dal Vaticano per acquisti personali, almeno stando alle ipotesi investigative. Soldi che, in realtà, dovevano essere spesi per operazioni umanitarie in Asia e in Africa. Nelle prossime ore la donna sarà estradata in Vaticano per il lungo processo. Il fermo della donna è stato eseguito a Milano dalla Guardia di Finanza dopo l’emissione di un mandato di custodia cautelare da parte del Vaticano.

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

La posizione di Becciu

Il cardinale Becciu ha sempre preso le distanze dalla donna. “Tra me e Cecilia Marogna solo rapporti istituzionali“, le parole del religioso, facendo trapelare di sentirsi truffato dalla manager.

In un’intervista rilasciata nei giorni scorsi, e riportata da La Repubblica, la 39enne sarda aveva ammesso di aver ricevuto i soldi: “500mila euro su 4 anni e incluso il mio compenso, i viaggi, le consulenze uscite da quel conto, situazioni da gestire in varie aree. I soldi sono giunti a tranche sulla mia società in Slovenia. E magari la borsetta era per la moglie di un mio amico nigeriano in grado di dialogare con il presidente del Burkina Faso“.


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