Luigi Di Maio ritorna sul caso Siri: L’innocenza la decidono i giudici, non la politica. Intanto può continuare a fare il senatore, non è che perde il lavoro.

Il caso Armando Siri continua a dividere Lega e Movimento Cinque Stelle, con il vicepremier Luigi Di Maio che continua a chiedere le dimissioni del sottosegretario leghista in nome della trasparenza e dell’onestà. Al momento la richiesta di Di Maio ha trovato la ferma opposizione di Salvini che dal suo canto contrattacca cavalcando l’onda del caso rifiuti che ha investito la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Caso Siri, Luigi Di Maio: Innocenza la decidono i giudici, non la politica

L’innocenza la decidono i giudici, non la politica. Quello era Berlusconi. Nelle prossime ore chiederò a Salvini e Giorgetti un chiarimento a livello politico. Prima di arrivare a delle conclusioni devo parlare con loro”, ha dichiarato Di Maio chiedendo chiarezza agli alleati di governo.

“Mi auguro che Siri possa dimostrare la sua innocenza, ma qui si tratta di opportunità politica. C’è un’indagine per corruzione in cui c’entra anche la mafia, non è uno scherzo. E c’è di mezzo un faccendiere che sembra essere un link tra Forza Italia e Lega”.

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

La concessione di Di Maio: Siri può continuare a fare il senatore

Il vicepremier pentastellato poi chiarisce la sua posizione su Siri sottolineando che potrebbe continuare a fare il senatore in attesa che la giustizia termini il suo corso.

“Io non credo ai complotti, non penso ci creda neanche la Lega. Se dice di essere innocente va bene, ma lo devono stabilire i magistrati, tutto qua. Io non dico che Siri debba andare a casa, può continuare a fare il senatore in attesa di rientrare, non è che perde il lavoro”.

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ultimo aggiornamento: 21-04-2019


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