Processo Ruby bis, Emilio Fede torna libero: differimento della pena per motivi di età e di salute.

ROMA – Emilio Fede, condannato a 4 anni e 7 mesi per il caso Ruby bis, torna libero alla luce delle sue condizioni di salute. Lo ha reso noto lo stesso Fede nel dicembre 2021 ai microfoni della trasmissione Non è l’Arena.

Bonus 2023: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Emilio Fede torna libero

Con una telefonata alla trasmissione Non è l’Arena, nel dicembre 2021 Emilio Fede ha fatto sapere di essere tornato libero con il differimento dell’esecuzione della pena per un anno per le sue condizioni di salute. Con ogni probabilità la misura sarà poi prorogata.

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha optato per il differimento dell’esecuzione della pena per l’età di Emilio Fede e per le sue precarie condizioni di salute.

Emilio Fede, per due condanne definitive, doveva scontare una pena di sei anni e sette mesi. L’ex direttore del Tg4 è stato condannato a 4 anni e 7 mesi per il caso Ruby bis e a 2 anni per il caso foto-ritocco.

Emilio Fede
Emilio Fede

Ruby bis, la Cassazione: Fede condannato a 4 anni e 7 mesi

Dura la requisitoria del procuratore generale contro i due imputati, Fede e Minetti: “La mantenuta – precisa – non fornisce prestazioni sessuali dietro compenso, ma lo fa nell’ambito di un rapporto consolidato e correttamente la Corte d’Appello di Milano ha qualificato come attività prostitutiva quella che si svolgeva ad Arcore. Tanto basta per escludere che le ragazze fossero delle mantenute tanto che si parlava di ‘favorite di turno'”.

Il pg aveva definit Emilio Fede come “il garante delle serate e il punto di riferimento per tutto quanto ruotava attorno al format di queste serate“. Mentre la Minetti era “la cerniera tra Berlusconi e le ragazze a lui destinate“.

Il procuratore aveva anche confermato l’attendibilità della la testimonianza di Imane Fadil. “Le sue dichiarazioni – sottolinea il pg riportato da La Repubblicasono veritiere e confermate anche dai riscontri di Chiara Danese e Ambra Battilana e da intercettazioni telefoniche. Fede le aveva prospettato le serate di Arcore conoscendo le difficoltà economiche della ragazza e le aveva fatto pressioni per farle passare la notte con Berlusconi“.

Nessuno sconto, quindi, come sperato dalla difesa. I giudici hanno confermato le sentenze di primo e secondo grado in un processo che ha trovato la sua conclusione.

I due sono accusati di favoreggiamento della prostituzione per le serate ad Arcore e tentativo di induzione.

La Procura generale di Milano ha però accolto l’istanza presentata dagli avvocati di Fede, che quindi non sconterà la pena in carcere. Il legale dell’ex direttore del TG4 ha ribadito come nei prossimi giorni potrebbe essere chiesta la grazia al presidente Mattarella: “Stiamo riflettendo e vedremo come procedere“.

Tribunale
Tribunale

Emilio Fede: Spero che il giudice che ha deciso la mia condanna abbia ben riflettuto

Dopo la sentenza di condanna Emilio Fede ha continuato a professare la sua innocenza facendo sapere di non aver in alcun modo commessi i reati imputati.

“È una sentenza che fa riflettere. E ad alta voce lo ripeto: si può mai pensare che io, Emilio Fede, abbia indotto a prostituirsi ad Arcore cinque o sei ragazze che avevo appena visto e quasi non conoscevo? Questa è una prova importante per me, per la mia famiglia e per la gente che mi vuol bene. Spero che il giudice che ha deciso la mia condanna abbia ben riflettuto. Io accetto e vado avanti con la mia famiglia”, aveva dichiarato Emilio Fede al termine del processo.

Riproduzione riservata © 2023 - NM

ultimo aggiornamento: 15-04-2019


Incidente sul lavoro a Maniago, operaio schiacciato da una gru

Omicidio a Scandiano, 58enne freddato in un bar