Ruby bis, Cassazione: confermare le condanne per Fede e Minetti

Ruby bis, Emilio Fede chiede la grazia al presidente Mattarella

Processo Ruby bis, la Cassazione ha confermato le condanne per Emilio Fede e Nicole Minetti. Attendibile la testimonianza di Fadil

ROMA – Le condanne a Emilio Fede (4 anni e 7 mesi) e Nicole Minetti (2 anni e 10 mesi) sono state confermate.

Nessuno sconto, quindi, come sperato dalla difesa. I giudici hanno deciso di dare ragione al primo e al secondo grado in un processo che ha trovato la sua conclusione.

I due sono accusati di favoreggiamento della prostituzione per le serate ad Arcore e tentativo di induzione.

La Procura generale di Milano ha però accolto l’istanza presentata dagli avvocati di Fede, che quindi non sconterà la pena in carcere. Il legale dell’ex direttore del TG4 ha ribadito come nei prossimi giorni potrebbe essere chiesta la grazia al presidente Mattarella: “Stiamo riflettendo e vedremo come procedere“.

Ruby bis, il pg della Cassazione: “Testimonianza di Fadil attendibile”

Il procuratore ha anche confermato l’attendibilità della la testimonianza di Imane Fadil. “Le sue dichiarazioni – sottolinea il pg riportato da La Repubblicasono veritiere e confermate anche dai riscontri di Chiara Danese e Ambra Battilana e da intercettazioni telefoniche. Fede le aveva prospettato le serate di Arcore conoscendo le difficoltà economiche della ragazza e le aveva fatto pressioni per farle passare la notte con Berlusconi“.

Tribunale di Milano
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Ruby bis, il pg Cassazione accusa: “Fede il garante delle serate di Arcore”

Dura la requisitoria del procuratore generale contro i due imputati: “La mantenuta – precisa – non fornisce prestazioni sessuali dietro compenso, ma lo fa nell’ambito di un rapporto consolidato e correttamente la Corte d’Appello di Milano ha qualificato come attività prostitutiva quella che si svolgeva ad Arcore. Tanto basta per escludere che le ragazze fossero delle mantenute tanto che si parlava di ‘favorite di turno'”.

Il pg definisce Emilio Fede come “il garante delle serate e il punto di riferimento per tutto quanto ruotava attorno al format di queste serate“. Mentre la Minetti era “la cerniera tra Berlusconi e le ragazze a lui destinate“.

Emilio Fede: Spero che il giudice che ha deciso la mia condanno abbia ben riflettuto

Dopo la sentenza di condanna Emilio Fede ha continuato a professare la sua innocenza facendo sapere di non aver in alcun modo commessi i reati imputati.

“È una sentenza che fa riflettere. E ad alta voce lo ripeto: si può mai pensare che io, Emilio Fede, abbia indotto a prostituirsi ad Arcore cinque o sei ragazze che avevo appena visto e quasi non conoscevo? Questa è una prova importante per me, per la mia famiglia e per la gente che mi vuol bene. Spero che il giudice che ha deciso la mia condanna abbia ben riflettuto. Io accetto e vado avanti con la mia famiglia”

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ultimo aggiornamento: 15-04-2019

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