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Come funziona la verifica di un IBAN
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Come funziona la verifica di un IBAN

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L’IBAN, acronimo di “International Bank Account Number”, secondo la Banca d’Italia rappresenta “un codice che identifica ogni conto corrente attraverso una serie di numeri e lettere, in modo univoco e inconfondibile, come fa la targa per le auto.” 

Adattato in diversi Paesi, a cominciare da quelli dell’UE, è stato introdotto nell’intento di semplificare i pagamenti sia domestici che internazionali. Si rivela comunque indispensabile per conseguire delle transazioni nell’area SEPA.

Con l’avvento della digitalizzazione, rappresenta uno degli elementi più soggetti alle frodi online ed è per questo che oggi è possibile avvalersi di un servizio di verifica IBAN utile ad accertare l’esatta corrispondenza tra un determinato IBAN e il nome del beneficiario.

Come affermato sempre dalla Banca d’Italia, si tratta di una misura che permette di capire in anticipo a chi si sta esattamente inviando il proprio denaro, fugando ogni potenziale dubbio. Dal 2027 questo servizio potrà essere opzionato anche negli Stati europei dove l’euro non è la valuta di riferimento, così da offrire garanzie ulteriori.

I parametri verificati con un check IBAN

Eseguendo una verifica dell’IBAN sia i privati cittadini, sia le aziende, hanno modo di accertarsi che il destinatario del bonifico sia effettivamente quello auspicato. Questo passaggio assicura che il singolo pagamento venga recapitato alla figura opportuna, anche alla luce di alcuni errori comuni, non necessariamente legati a frodi.

Vediamo dunque quali sono gli aspetti principali che permette di verificare un check dell’IBAN:

  • errori durante la digitazione: l’IBAN presenta una sequenza di 25 caratteri ed è davvero facile incorrere in un errore di digitazione, tanto da parte di chi conferisce il codice, quanto da chi invece lo inserisce. Ad esempio, un errore comune è scambiare il numero zero (0) e la lettera o, equivocabili soprattutto se scritti a mano;
  • dati del destinatario non pienamente rispondenti: anche questa è una situazione alquanto frequente, dal momento che può capitare, sempre per fare un esempio, che il titolare di un’attività inserisca un indirizzo postale che pensa sia corretto e invece si riferisce a qualcos’altro. Si tratta di una verifica ulteriore che permette di avere maggiore certezza di chi è davvero il titolare del conto;
  • formati non corretti: in questo caso il sistema evidenzia che il codice dell’IBAN non risulta conforme rispetto agli elementi standard di scrittura.
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Possiamo dunque affermare che, sostanzialmente, un check dell’IBAN permette di verificare la correttezza della sequenza, la reale esistenza del conto corrente e i requisiti di titolarità che detiene la controparte, compresi partita IVA o Codice Fiscale.

Quale può essere il risultato di una verifica IBAN

Un check dell’IBAN può dare luogo a tre tipologie di risultati:

  • piana corrispondenza tra IBAN e intestatario del conto;
  • corrispondenza parziale, a fronte di un nome molto vicino ma che non coincide propriamente (ad esempio perché il titolare del conto ha un secondo nome che non è stato reso noto a chi effettua la transazione);
  • assenza di corrispondenza, quando non sussiste alcuna corrispondenza tra IBAN e intestatario del conto.

Perché è importante effettuare una verifica dell’IBAN

Un check dell’IBAN consente di acquisire una maggiore consapevolezza prima di effettuare una transazione, mettendo la persona nelle condizioni di prendere decisioni più informate.

Qualcosa che si rivela particolarmente prezioso con strumenti come i bonifici istantanei, per i quali manca la revocabilità una volta conseguita la conferma.

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ultimo aggiornamento: 7 Agosto 2026 10:26

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