Coppa Uefa 2008/09: quando Claudio Pizarro eliminò il Milan di Ancelotti

L’avventura nella Coppa Uefa 2008/09 del Milan di Ancelotti, eliminato ai sedicesimi dal Werder Brema.

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Coppa Uefa 2008/09 – Il rapporto tra il Milan e la Coppa Uefa, attuale Europa League, non è mai stato straordinario, questo si sa. Non a caso una squadra che può vantare sette Champions League non ha mai portato a casa il secondo trofeo continentale. L’ultima apparizione rossonera nell’Europa che conta (di meno) risale al 2008/09 (ultima edizione con la vecchia denominazione), quando il Milan di Ancelotti vide interrompere ai sedicesimi la propria corsa contro il Werder Brema, eliminato per aver subito più gol in casa.

Coppa Uefa 2008/09

Il primo turno. L’avventura rossonera iniziò dall’ultimo turno preliminare. Nell’occasione, gli uomini di Ancelotti si trovarono accoppiati al modesto Zurigo. La pratica fu già archiviata all’andata, con un 3-1 piuttosto netto a San Siro firmato da Jankulovski, Pato e Borriello. I rossoneri riuscirono a imporsi anche fuori casa, nella gara di ritorno, pur non brillando. Decisivo in Svizzera fu un gol di Andrij Shevchenko.

La fase a gironi. Con la vecchia formula, la Coppa Uefa prevedeva una fase a gironi da cinque squadre, nei quali passavano le prime tre. In sostanza, ogni formazione giocava quattro gare, due in casa, due fuori. Il Milan, sorteggiato come testa di serie con Wolfsburg, Braga, Portsmouth e Heerenveen, ipotecò la qualificazione già con i primi due match, vinti per 3-1 a uno fuori casa con gli olandesi e per 1-0 a San Siro con i portoghesi. Il primo posto fu però perso a vantaggio del Wolfsburg, complici i due successivi pareggi con gli inglesi e i tedeschi per 2-2.

I sedicesimi. Ai sedicesimi, dunque, il Milan incrociò il Werder Brema, proveniente dalla Champions League. Una squadra tosta, che difatti riuscì a eliminare lo squadrone di Ancelotti. E pensare che all’andata il risultato non era stato malvagio per i rossoneri: grazie a una rete di Super Pippo Inzaghi, la squadra meneghina si ritrovò in vantaggio, venendo acciuffata solo nei minuti finali dalla rete di Diego per i padroni di casa. Un pari con gol che comunque lasciava buone chance di qualificazione. A San Siro i rossoneri sembravano essere in completo controllo. Il 4-3-1-2 di Ancelotti funzionava, tanto da portare a chiudere il primo tempo con il solido vantaggio per 2-0, grazie a un calcio di rigore messo a segno da Pirlo e alla zampata di Pato, che riuscì ad andare a segno dopo un clamoroso lancio di Maldini dalla propria metà campo. Il più sembrava fatto. E invece il Milan, cadendo nella sindrome da Istanbul, nella ripresa sciupò tutto, venendo punito da un bomber di razza, Claudio Pizarro. Il 2-1 fu firmato dal peruviano su assist di Diego da calcio piazzato. Il beffardo 2-2, all’81, fu ancora opera dell’attaccante sudamericano, abile a sfruttare un cross dalla mediana e a insaccare di testa, superando un incolpevole Dida. Passarono i tedeschi per essere riusciti a seganre due reti fuori casa. Fu la prova della crisi definitiva di quello che era stato il grandissimo Milan di Ancelotti, entrato nella storia grazie alle due Champions anni 2000. A parziale consolazione dei rossoneri, i tedeschi riuscirono nell’occasione a issarsi fino alla finale, subendo poi una clamorosa sconfitta dagli ucraini (brasiliani) dello Shakhtar Donetsk.