Coronavirus, il rapporto dell'Istat sulle famiglie: i numeri

Un terzo delle famiglie non ha computer o tablet

Coronavirus, il rapporto dell’Istat sulle famiglie: un terzo dei nuclei non ha un computer.

ROMA – E’ stato pubblicato il rapporto Istat sulle famiglie. Secondo quanto riferito dall’Istituto di statistica, un quarto degli italiani vive in condizioni di sovraffollamento e soprattutto il 33,8% non ha un computer o un tablet a casa. La quota, però, scende a 14,3% nelle famiglie con almeno un minore.

Una percentuale molto alta in questo momento storico dove la tecnologia è fondamentale per seguire le lezioni che molto probabilmente saranno fino al termine dell’anno scolastico a distanza.

Nel Mezzogiorno 41,6% senza computer

Nella ricerca dell’Istat è stato precisato come nel Mezzogiorno le famiglie senza computer sono il 41,6%. Una cifra molto alta che potrebbe aumentare la differenza di apprendimento scolastico nelle varie aree del Paese. Inoltre, non tutti i ragazzi sono in grado di usare un computer. Nel 2019 ben due adolescenti tra i 14 e i 17 anni hanno dichiarato di avere competenze digitali basse mentre solo meno di tre su dieci si attesta su livelli alti.

Numeri importanti che potrebbero portare ad un’evoluzione della didattica a distanza non uguale in tutta Italia. I dati presto potrebbero finire sul tavolo del Ministero dell’Istruzione per trovare una soluzione.

Istat
Fonte foto: https://www.facebook.com/IstatCensimentiGiornoDopoGiorno

Eurostat: “L’Italia vive in una condizione abitativa disagiata”

I numeri dell’Istat, in parte, sono stati confermati anche dall’Eurostat. Secondo l’istituto di statistica, l’Italia è il Paese che vive in una condizione più disagiata tra i grandi Stati del Vecchio Continente. Il 30,9% dei nuclei familiari hanno a disposizione spazi residenziali inferiore agli spazi europei di riferimento.

Gli italiani stanno riscoprendo la vita domestica – ha detto Giuseppe Roma, presidente della Rur – ed è inevitabile che emergano i pregi e i difetti della propria abitazione. Il modello abitativo tutto proiettato verso l’esterno ci ha fatto sottovalutare le prestazioni dell’immobile in cui viviamo e ora ne rileviamo i limiti. Di questo bisognerà tenere conto anche nel gestire la sacrosanta regolamentazione del lockdown“.

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fonte foto copertina https://www.facebook.com/IstatCensimentiGiornoDopoGiorno

ultimo aggiornamento: 07-04-2020

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