La crisi dei chip, iniziata con lo scoppio della pandemia di Covid, continuerà per tutto il 2022: ecco quali sono i prodotti più a rischio.

La cosiddetta crisi dei chip è una delle conseguenze maggiori, per quanto riguarda il mondo dell’economia e quello della tecnologia, dovuti alla pandemia di Covid 19. Una crisi che si placa e, sia secondo la Bce che secondo le previsioni fornite dalla società di consulenza Deloitte, è destinata a durare per tutto il 2022. A partire dal secondo trimestre del 2022 la situazione dovrebbe leggermente migliorare, ma non Solamente nel 2023 la situazione dovrebbe finalmente migliorare.

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Crisi chip: auto e computer i prodotti più colpiti

Chi nell’ultimo anno ha acquistato un’auto nuova o ha avuto intenzione di farlo, sa bene quando la crisi di chip abbia influenzato il settore dell’automotive. La carenza dei microprocessori ha infatti portato ad allungare di molti i tempi di consegna delle varie vetture e anche colossi come la Volvo, Volkswagen, Toyota, General Motors, Ford, Opel e Stellantis in alcuni periodi del 2021 sono state costrette a rallentare, se non addirittura sospendere per alcuni giorni, la produzione a causa dell’assenza dei chip auto. Il settore dell’automotive sarà uno di quelli più colpiti da questa crisi anche nel 2022.

Chip auto
Chip auto

Non solo le auto però: i chip vengono utilizzati anche per computer, smartphone, videogiochi e elettrodomestici vari: anche il settore del tech ha quindi pagato in maniera inevitabile la crisi e continuerà a pagarla anche nel corso del 2022 (pur essendo previsto un miglioramento della situazione a partire dal secondo trimestre dell’anno).

Cosa sono i chip auto e non solo

Per chi non lo sapesse, i chip auto, o microconduttori, sono quei semiconduttori che permettono il funzionamento della parte elettronica del mezzo. Sono componenti piccoli dell’auto che hanno anche un basso valore economico (basti pensare che quello dei display driver, per esempio, costa circa 1 euro al pezzo) ma allo stesso tempo risultano essere essenziali per la costruzione del veicolo e senza i quali la produzione è costretta ad arrestarsi.

Lo stesso discorso vale per i chip impiegati nell’ambito tech, per computer, smartphone o elettrodomestici di vario genere.

Perché c’è la crisi dei chip?

Il motivo per cui la pandemia di Covid ha portato a questa crisi dei chip è dovuto al fatto che questi componenti, in particolare quelli più semplici e con il minor valore economico (ma comunque indispensabili nei settori dell’automotive del tech) vengono costruiti principalmente in Asia e sono poi esportati in tutto il mondo, dall’Europa all’America.

La pandemia di Covid, le politiche riguardo all’esportazioni dei prodotti della Cina, le tensioni con gli Stati Uniti e l’aumento della domanda (i lockdown hanno prodotto un aumento dell’acquisto di dispositivi elettronici come TV, tablet e computer) hanno portato alla crisi dei chip e anche alla crisi del settore automotive.

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ultimo aggiornamento: 14-01-2022


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