Crisi di governo, quali sono gli scenari possibili dopo le consultazioni al Quirinale. Il Conte ter è possibile ma tutt’altro che scontato.

Dopo tre giorni di confronti serrati con le forze politiche e parlamentari, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato un incarico esplorativo al Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. Sostanzialmente Fico dovrà confrontarsi con le forze politiche per capire se possa essere possibile riunire la vecchia maggioranza di governo e magari allargarla.

Il mandato esplorativo al Presidente della Camera Roberto Fico

È indicativo, ma forse era scontato, il fatto che il Presidente Mattarella, che pure ha sempre evidenziato la necessità di chiudere la crisi in tempi brevi, abbia preferito passare per uno step intermedio, forse per non bruciare Conte, indicato come premier ideale da due delle tre forze che dovrebbero andare a formare la nuova maggioranza di governo, ossia il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle. Italia Viva dal suo canto non parla di nomi ma è evidente che vedrebbe di buon occhio un avvicendamento a Palazzo Chigi. Insomma, nonostante Mattarella abbia chiesto di ripartire dalla maggioranza pre-esistente, l’esito di questa esplorazione di Fico è tutt’altro che scontato.

Roberto Fico
Roma – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati, oggi 29 gennaio 2021. (Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Crisi di governo, gli scenari possibili dopo le consultazioni: il Conte ter

Inizia infatti il gioco dei veti incrociati che interessa contenuti e nomi. Il Mes ad esempio ha sempre spaccato la maggioranza. Bisogna capire se Renzi sia disposto a fare un passo indietro o se il sia disposto a farlo il MoVimento. Conte non è un nome gradito ai renziani. Resta da capire se Italia Viva possa essere disposta a fare un passo indietro. Questo nella prima fase. Se anche si dovessero superare i primi ostacoli ci sarebbe la logorante trattativa per i ministeri. Le dimissioni di Conte sostanzialmente mettono in palio tutte le poltrone.

In poche parole, anche al termine delle consultazioni il Conte ter sembra la soluzione più probabile ma non è semplice né scontata. Si lavora in quella direzione ma non sappiamo assolutamente come possa finire. Per il Conte ter Fico ha due carte da giocarsi: far cadere il veto (informale) di Renzi su Conte o costruire una maggioranza senza Italia Viva. E il secondo sembra uno scenario impossibile. Il piano di creare una maggioranza Ursula è ormai naufragato. Quindi la crisi passa necessariamente per un accordo con Italia Viva.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Il secondo scenario: stessa maggioranza ma con un premier diverso

Allo stato attuale delle cose, nonostante la barricata eretta dal Pd e dal Movimento 5 Stelle intorno a Giuseppe Conte non è possibile escludere un compromesso tra Pd, Iv e M5s: riformare la vecchia formazione di maggioranza ma con un avvicendamento a Palazzo Chigi. A quel punto si dovrebbe andare a convergere su un nome politico. Italia Viva non avanzerà pretese, il Pd difficilmente accetterà un uomo dei 5 Stelle e i pentastellati difficilmente accetteranno un nome di casa Pd. Questo a rigor di logica. Poi sappiamo come in una crisi di governo tutto sia possibile e nulla scontato.

Matteo Renzi al Quirinale
Gruppo parlamentare Italia Viva – PSI del Senato della Repubblica e Italia Viva della Camera dei deputati (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

La gestione della crisi di governo torna nelle mani di Mattarella: gli scenari possibili sono governo tecnico e voto

Nel caso in cui l’esplorazione di Roberto Fico si concludesse con un nulla di fatto, la gestione della crisi tornerebbe nuovamente nella mani del Presidente della Repubblica, che sicuramente entro la giornata di martedì avrà preparato il suo Piano B.

Mattarella potrebbe decidere accorciare i tempi della crisi procedendo con la formazione di un governo guidato da un tecnico. I nomi caldi sono sempre quelli della Cartabia e di Mario Draghi, ma storicamente il Quirinale, quando chiamato in causa, riserva sempre grandi sorprese.

Ultima ipotesi, il Presidente della Repubblica potrebbe decidere di far saltare il banco delle lunghe e logoranti trattative e indire nuove elezioni per superare la fase di stallo. Quest’ultima al momento è l’ipotesi meno probabile, ma se nei prossimi giorni non dovessi prospettarsi una maggioranza solida, con garanzie valide, allora anche il voto potrebbe essere una buona soluzione.

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ultimo aggiornamento: 30-01-2021


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