Cesare Battisti, l'avvocato: La legge non prevede di marcire in galera

Cesare Battisti, l’avvocato: La legge italiana non prevede di marcire in galera

L’avvocato di Cesare Battisti chiede ai giudici di applicare la legge per il suo assistito: “In Italia i detenuti non marciscono in galera a vita”.

MILANO – La detenzione nel carcere di Oristano di Cesare Battisti prosegue in attesa della decisione della Corte d’Appello di Milano. Nelle prossime settimane i giudici di secondo grado sono chiamati a decidere se confermare l’ergastolo all’ex terrorista oppure avere uno scontro di pena.

Al termine dell’udienza il legale di Battisti ha parlato con i giornalisti presenti fuori dal Tribunale: “Io non chiedo lo sconto di pena ma l’applicazione della legge , perché pena da scontare non vuol dire sconto di pena. L’Italia, grazie al cielo, non è un Paese dove i detenuti marciscono in galera. Marcire in galera sarebbe contro la legge“.

Cesare Battisti
Cesare Battisti

Arresto Cesare Battisti, attesa per la decisione della Corte d’Appello di Milano

Nelle prossime settimane la Corte d’Appello dovrà decidere le modalità e i termini della pena di Cesare Battisti. L’ex terrorista in passato è stato condannato all’ergastolo ma da parte dell’avvocato è stata avanzata la richiesta del rispetto dell’accordo di estradizione firmato negli anni scorsi.

Questa intesa, infatti, non prevedeva l’ergastolo ma una condanna definitiva a 30 anni. Una commutazione, che tenendo conto del periodo di detenzione già trascorso, dovrebbe portare ad una pena poco superiore ai 20 anni. La decisione sarà emessa nelle prossime settimane ma da parte dell’accusa si chiede di confermare quanto deciso in primo grado.

Durante la requisitoria, infatti, il procuratore generale ha precisato come l’accordo di estradizione non può essere applicato in questo caso. Secondo Antonio Lamanna l’ex terrorista non è stato estradato ma espulso. Le carte e le testimonianze sono al vaglio dei giudici che nelle prossime settimane decideranno il destino di Cesare Battisti. L’imputato continua il suo percorso di detenzione nel carcere di Oristano, in Sardegna. Ma la sentenza potrebbe cambiare il destino dell’ex terrorista.

ultimo aggiornamento: 17-05-2019

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