Delegare il più possibile per limitare le incombenze di gestione

Le differenze tra risparmio gestito e amministrato riguardano principalmente il carico fiscale a cui questi due tipi di investimento sono sottoposti.

Un investitore che scelga un regime fiscale amministrato si incarica direttamente della gestione dei propri investimenti, affidando totalmente gli adempimenti fiscali a un intermediario finanziario.

Nel regime fiscale gestito un investitore delega completamente la responsabilità di una certa somma all’intermediario finanziario, il quale ha sia la responsabilità di collocare le risorse che ha disposizione nella maniera più redditizia sia di svolgere tutte le incombenze fiscali del caso.

E’ molto raro che un investitore, pur essendo in diritto di farlo, si incarichi completamente sia dell’amministrazione dei propri beni sia del report di plusvalenze e minusvalenze in sede di dichiarazione dei redditi.

Fisco: le differenze tra risparmio gestito e amministrato

Nel caso di risparmio amministrato, l’intermediario fiscale funge da sostituto d’imposta: è in suo diritto quindi trattenere dalle eventuali plusvalenze prodotte dagli investimenti il 12,5 %.

Nel caso di un risparmio gestito la base imponibile viene determinata in base ai redditi di capitale e a redditi diversi. 

Nello specifico il reddito di capitale è costituito da rendite finanziarie (di cui sono un esempio gli interessi) e da dividendi di partecipazione. Il reddito di capitale viene tassato solo quando finanziariamente percepito dall’investitore e al lordo delle spese sostenute per la produzione.

redditi diversi sono redditi di carattere residuale ed eterogeneo. In questa categoria rientrano semplicemente tutti quei redditi che non rientrano nelle altre categorie di reddito. Si dividono in plusvalenze isolate e plusvalenze immobiliariLe prime sono costituite da utili che non vengono prodotti con regolarità e in maniera continuativa. Quelle immobiliari derivano da vendita, edificazione e cessione di beni immobili.

Caratteristica peculiare del regime fiscale applicato al risparmio gestito è che la legge consente di compensare le componenti positive e quelle negative nell’ultimo giorno dell’anno, riducendo a tutti gli effetti il carico fiscale che si attesta sul 26% tranne per i titoli di Stato della cosiddetta White List, per i quali si applica una tassazione del 12,5%.

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Definizione di risparmio gestito: costi e benefici non sempre in pari

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