Emergenza coronavirus in Italia, Salvini contro il Governo: “Indegno”. La ‘rivolta’ dei Presidenti delle Regioni rosse. Fontana: “Uno schiaffo alla Lombardia”.

Le Regioni rosse e Matteo Salvini contro il governo per il nuovo dpcm. Il provvedimento presentato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa ha portato alla spaccatura tra il governo e diverse Regioni, ossia quelle finite in zona rossa alla luce dei dati del monitoraggio Iss del 25 ottobre. Una scelta contestata che di fatto mette quattro regioni (Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Calabria) in lockdown (di seguito la mappa dell’Italia con la divisione in Aree di rischio).

Salvini contro il nuovo dpcm: “Un governo che si muove in questo modo è indegno”

Il leader della Lega Matteo Salvini si è fatto in qualche modo portavoce dei critici e ha fermamente attaccato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Ho appena fatto il giro dei governatori. Sono incazzati neri. Un governo che si muove in questo modo è indegno. Hanno toccato il punto più basso degli ultimi nove mesi“, attacca Matteo Salvini dalle colonne del Corriere della Sera. “Non si può accettare un presidente del Consiglio che va a parlare in tv alle 20 decidendo della vita e della morte delle persone e delle aziende senza rendere conto a nessuno e lo fa con dati vecchi di dieci giorni“.

Salvini poi è tornato ad accusare Conte di scarsa collaborazione con le forze di Opposizione e con le Regioni: “Telefonata da Conte? Nulla di nulla, il mio telefono è rimasto muto. La cosa grave, però, è che non ha chiamato nemmeno i governatori. Questo è una dimostrazione di incapacità e di arroganza“.

Matteo Salvini
Matteo Salvini

La ‘rivolta’ delle Regioni ‘rosse’

Inevitabilmente i Presidenti delle Regioni più colpite hanno manifestato il proprio disappunto con dichiarazioni pubbliche anche pesanti, vere e proprie accuse a carico del governo.

Fontana: “Lombardia in fascia rossa è grave e inaccettabile”

“Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all’ora di cena, che la nostra Regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile. A rendere ancor più incomprensibile questa decisione del Governo sono i dati attraverso i quali viene adottata: informazioni vecchie di dieci giorni che non tengono conto dell’attuale situazione epidemiologica […]. Le richieste formulate dalla Lombardia, ieri e oggi, dunque non sono state neppure prese in considerazione. Uno schiaffo in faccia alla Lombardia e a tutti i lombardi. Un modo di comportarsi che la mia gente non merita”, attacca Attilio Fontana.

Attilio Fontana
Attilio Fontana

Micciché, “Conte venga in tv per spiegarci i veri motivi per cui ha deciso di far morire la Sicilia”

Duro anche il commento di Gianfranco Micciché, presidente dell’Assemblea regionale siciliana.

“Non lo voglio neanche pensare che Lazio e Campania siano state classificate Regioni gialle perché dello stesso colore politico della maggioranza che sostiene il governo nazionale. E, quindi, non voglio neanche credere che si tratti di marchette sulla pelle dei siciliani […]. O c’è stato un palese errore o qualcuno dovrà spiegarci perché le Regioni più colpite dal Covid sono quelle meno colpite dalle decisioni del Governo. Conte venga in tv per spiegarci i veri motivi per cui ha deciso di far morire la Sicilia”.

Cirio, “Voglio che il governo mi spieghi la logica delle scelte”

Ho passato le ore a rileggere i dati, regione per regione, a cercare di capire come e perché il Governo abbia deciso di usare misure così diverse per situazioni in fondo molto simili“,ha comunicato Cirio, Presidente della Regione Piemonte. “Voglio che mi si spieghi la logica di queste scelte. Il rispetto delle istituzioni fa parte della mia cultura. Ed io rispetto lo Stato. Ma anche il Piemonte merita rispetto. Lo meritano i Piemontesi e le tante aziende che forse non riapriranno. Ed io per loro pretendo dal Governo chiarezza“.

La Calabria annuncia ricorso

Impugneremo la nuova ordinanza del Ministro della Salute che istituisce la zona rossa in Calabria. Questa regione non merita un isolamento che rischia di esserle fatale“, ha comunicato il Presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì. “Le costanti interlocuzioni che ho avuto in questi giorni con i membri del Governo e con il commissario Arcuri, al di là della grande disponibilità al dialogo da parte di tutti non hanno prodotto alcuna modifica rispetto alla volontà, evidentemente preconcetta, di ‘chiudere’ una regione i cui dati epidemiologici, di fatto, non giustificano alcun lockdown, soprattutto se confrontati con quelli delle nostre compagne di sventura: Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta“.

Speranza difende il dpcm: “Non si ignorino i dati e la gravità’

Nel corso della mattinata del 5 novembre, di fronte alle tante critiche arrivate dai Presidenti delle Regioni, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha difeso il lavoro svolto dal governo, che ha deciso di procedere con la divisione del Paese in Aree di rischio.

“Le Regioni alimentano i dati con cui la cabina di regia effettua il monitoraggio dal mese di maggio. Nella cabina di regia ci sono tre rappresentanti indicati dalle Regioni. È surreale che anziché assumersi la loro parte di responsabilità ci sia chi faccia finta di ignorare la gravità dei dati che riguardano i propri territori. Serve unità e responsabilità. Non polemiche inutili”.

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