Dibattiti, manifestazioni e comizi hanno chiuso i battenti. Manca poco alle elezioni, chi sarà riuscito ad attirare la platea?

E’ terminato il tempo di gridare a gran voce nelle piazze i propri piani per il governo. E’ arrivato il momento di astenersi dal pronunciare parola per i leader dei partiti, a poche ore dalle elezioni. Dopo settimane di propaganda e comunicazioni sul web, i cittadini potranno decidere a chi assegnare il compito di governare il Paese.

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Silenzio elettorale

A chi spetterà il compito di guidare l’Italia dopo le dimissioni del premier Mario Draghi? Domenica 25 settembre alle urne sarà il momento dei cittadini di votare deputati e senatori, dalle 7 alle 23. Da mezzanotte di sabato le piazze sono prive di comizi, sul web non si pronuncia parola, e anche il giorno del voto sarà vietata la propaganda “entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali”.

A deciderlo, la legge che dal 1951 determina il silenzio elettorale: sono vietate riunioni di propaganda elettorale diretta e indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Ciò, per consentire agli elettori di riflettere sulle proposte dei candidati, e quindi sulla scelta da prendere durante il giorno del voto, senza essere condizionati da ulteriori parole.

In campo il centrodestra con la triade Meloni (Fdi), Salvini (Lega), Berlusconi (Fi); dal lato opposto Letta (Pd) con Fratoianni (Sinistra Italiana) e Bonelli (Verdi); tra loro il Terzo polo del duo Renzi (Italia viva) – Calenda (Azione); poi Conte (M5S) e Di Maio (Impegno Civico).

Le ultime manifestazioni si sono avute ieri. Giorgia Meloni è stata a Napoli nell’arenile di Bagnoli, Matteo Salvini si è annunciato in diretta web, Silvio Berlusconi era a Milano al Teatro Manzoni. In Piazza del Popolo c’era Letta. A piazza santi Apostoli è stato presente Giuseppe Conte. Carlo Calenda, Matteo Renzi e le ministre Mara Carfagna, Mariastella Gelmini ed Elena Bonetti hanno scelto la terrazza del Gianicolo. Di Maio è tornato nella sua Napoli.

Da settimane si ascoltano i temi più caldi per cui ogni partito si è mostrato pronto per combattere. Dalla situazione economica, all’appoggio sociale, al Reddito di Cittadinanza fino alla questione climatica e ambientale. Lo scopo è stato quello di aggiudicarsi il voto della maggioranza, lottando per attirare chi è stato deluso dai vecchi partiti e vuol riporre fiducia in “qualcuno di nuovo”.

Poi i giovani che hanno compiuto 18 anni quest’anno potranno votare sia senatori che deputati, ma la sfida sarà convincere anche chi ha deciso di astenersi rischiando di pesare sulle elezioni. I cittadini che non si trovano nella propria residenza dovranno far ritorno per poter votare: saranno riusciti i nostri leader a convincere anche loro o saranno altri voti lasciati all’astensionismo?

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ultimo aggiornamento: 24-09-2022


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