Merkel, patto a 14 per salvare l’Ue. L’Italia non c’è

Emergenza migranti, la Germania cerca una via di fuga: accordo a quattordici paesi, l’Italia non c’è.

L’emergenza migranti continua a tenere banco anche in Europa, con il vertice Ue che è terminato con un nulla di fatto e una gaffe del premier italiano Conte. Troppo poco per pensare di poter salvare l’organizzazione che da anni detta le regole e le linee guida nel Vecchio Continente.

Emergenza migranti, la proposta di Angela Merkel

Tramontata l’ipotesi di raggiungere un accordo a ventotto paesi, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha stretto accordi con quattordici paese per rendere più rapido (e meno burocratico) il respingimento dei migranti provenienti da altri paesi. Il nodo principale riguarda il luogo dove debbano essere mandati i migranti dopo il respingimento. Tra i quattordici ci sarebbero Polonia, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Olanda Portogallo, Svezia, Repubblica ceca e Ungheria, con gli ultimi due paesi che hanno però negato di aver raggiunto un accordo con la Germania.

Migranti, frattura tra Italia, Francia e Germania

Francia e Germania continuano a parlare del Paese di prima accoglienza, una grande presa in giro che di fatto non cambia la situazione vigente. L’apertura di centri di accoglienza in Europa resterebbe volontaria (e Macron avrebbe già fatto sapere di non essere intenzionato ad aprire i porti), il respingimento sarebbe invece obbligatorio. Tradotto. L’Italia dovrebbe continuare ad accogliere e non avrebbe una via per alleggerire le quote che gravano sulle sue spalle. Al contrario di quanto dice Conte, l’Italia è più sola di prima, o almeno rischia di diventarlo.

Giuseppe Conte
fonte foto https://www.facebook.com/GiuseppeConte64/

Salvini, aiutare la Libia per debellare il fenomemo

Da qui la decisione di Salvini di puntare tutto e subito sul governo libico. Se nessuno vuole prendersi carico dei migranti è evidente che il problema debba essere affrontato alle sue origini. Assistenza ai paesi da dove partono i flussi migratori. È qui che nei piani del vicepremier e ministro dell’Interno italiano va affrontato il problema. Lotta al traffico di vite umane, condotto dagli stessi signori della droga che pensano solo a speculare.

Resta poi da chiarire la posizione delle Ong. Anche in questo caso l’opinione pubblica si divide tra chi santifica le organizzazioni e chi invece le condanna etichettandole come sfruttatrici dei migranti. Per fare soldi ovviamente. Come sempre, anche in questo caso l’impressione è che la verità sia nel mezzo. Siamo di fronte a un fenomeno a vasta scala che, se non controllato, può lasciare spazio agli approfittatori.

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ultimo aggiornamento: 01-07-2018

Nicolò Olia

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