Il 2 agosto 1971 si spegneva nella sua Napoli il maestro Enrico Caruso. E’ stato uno dei più grandi tenori di sempre. Aveva 48 anni.

Un secolo fa Enrico Caruso moriva a soli 48 anni. Era infatti il 2 agosto 1921 quando il grande tenore partenopeo si spegneva a causa di una pleurite infetta.

L’infanzia di Enrico Caruso

Nasceva a Napoli il 25 febbraio 1873. Il padre Marcello è un meccanico e la madre Anna Baldini una casalinga. Frequenta intanto l’oratorio di Giuseppe Bronzetti, dove canta come contraltino; grazie ai corsi serali continua la sua formazione scolastica. La sua voce promettente e le lezioni di musica, tutte a carattere dilettantistico, gli consentono di esordire sulle scene di Don Bronzetti.

Le prime esibizioni

Iniziò a esibirsi nei teatri di Caserta, Napoli e Salerno, e fece la sua prima esibizione all’estero, al Cairo, percependo 600 lire per un mese di lavoro. Nel 1897, a Salerno, Caruso conobbe il direttore d’orchestra Vincenzo Lombardi che gli propose di accompagnarlo nella stagione estiva a Livorno.

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Il grande successo

Nel 1897 Enrico Caruso esordisce a La Scala di Milano. Il suo repertorio è molto vasto e spazia da Giacomo Puccini (Manon Lescaut) a Ruggero Leoncavallo (Pagliacci) da Ponchielli fino ai francesi Bizet (Carmen) e Gounod (Faust), comprendendo ovviamente Giuseppe Verdi (Traviata e Rigoletto) e Bellini. Nel 1903 porta la sua voce in America, al Metropolitan di New York.


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