Ex Milan, Redondo racconta il suo lungo infortunio: “Un calvario…”

Il talentuoso centrocampista argentino, arrivato al Milan nel 2011, racconta al quotidiano La Nacion il dramma del lungo infortunio patito in rossonero

Sembrava un colpo di mercato in grado di far fare un ulteriore salto di qualità al Milan, quello portato a segno dall’accoppiata Galliani-Braida nell’ormai lontana estate del 2001. Fernando Redondo, all’epoca trentunenne, era stato acquistato dal Real Madrid per la cifra di 35 miliardi di lire. Tante le aspettative attorno a lui, subito infrante da un gravissimo infortunio al ginocchio che, in pratica, lo ha bloccato per un anno e mezzo. L’ex calciatore rossonero racconta a La Nacion il suo personale calvario.

Milan, Redondo ricorda l’infortunio del 2001

Ricordo di aver fatto la preparazione estiva con il Real Madrid, ma al Milan fu tutto diverso dato che gli allenamenti erano duri, con molti carichi e lavoro di forza. Per orgoglio non ho mai detto nulla, ma muscolarmente ero distrutto. Quindi, forzando una giocato, mi sono rotto il legamento crociato“.

Il primo intervento chirurgico non è andato bene. Il medico italiano che mi ha operato aveva seguito diversi calciatori del Milan, non era specializzato nella cura delle ginocchia. Il problema non fu tanto nell’operazione ma piuttosto nel fatto che il ginocchio stesso non recuperava, si gonfiava e mi faceva male“.

Liverpool-Milan
fonte foto https://twitter.com/acmilan

Milan, Redondo e la rinuncia allo stipendio

Per questo chiesi a Galliani di non pagarmi lo stipendio fino a che sarei tornato giocare. A Milanello tutti mi chiedevano quando sarei tornato e io non sapevo cosa dire. Dovevo lasciare il centro sportivo: se tutto questo fosse successo a Madrid, sarebbe stato diverso, perché aveva già dato tanto per il club“.

Ho consultato quindi i migliori medici specialisti del ginocchio in tutto il mondo. Il Prof. Martens ci diede molta sicurezza e su sua indicazione utilizzai una tecnica chiamata Bier Block, vietata in Italia, che ha agito sul sistema nervoso centrale per rompere il ricordo del dolore. Sono riuscito a fare tutto: vedendo che potevo superare il dolore e l’infiammazione, sono riuscito a dare il massimo, recuperando e tornando a giocare per altri due anni”.

ultimo aggiornamento: 06-04-2019

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