Gli sviluppi della Red Bull rilanciano le ambizioni di Max Verstappen: è lui vero anti-Hamilton della stagione? O almeno quello in grado di rubargli qualche punto…

La Red Bull continua a fare passi in avanti e a far registrare progressi sensibili sulla vettura. La monoposto è equilibrata in curva e affidabile con ogni condizione meteo.

Da Silverstone all’Ungheria, una macchina in continua evoluzione

La vettura nelle ultime apparizioni ha stupito soprattutto per l’affidabilità. A Silverstone la scuderia è arrivata sul podio e in Germania ha piazzato Verstappen davanti a tutti. Un buon percorso di preparazione prima del GP di Ungheria.

Pierre Gasly
fonte foto https://twitter.com/redbullracing

I miglioramenti della Red Bull

La Red Bull ha iniziato la stagione come terza incomoda. La luce dei riflettori era puntata esclusivamente sulla Mercedes. Anzi, soprattutto sulla Ferrari. Sono bastate poche gare a mettere in ombra la Rossa e a consacrare le frecce d’argento. Le polemiche hanno investito la casa di Maranello lasciando la Red Bull ai margini del polverone mediatico.

E così la macchina del Toro ha messo le ali e ha continuato a lavorare a testa bassa, a suon di aggiornamenti sulla vettura, regalando a Verstappen, un diamante sempre meno grezzo e sempre più pregiato, una monoposto competitiva. Non la migliore del Mondiale, ma quella buona per approfittare degli errori degli avversari. Proprio come accaduto in Germania.

Max Verstappen Hockenheim
fonte foto https://twitter.com/redbullracing

I punti di forza della Red Bull

La sensazione è che la Red Bull abbia messo la freccia e abbia superato la Ferrari per quanto riguarda la messa a punto della macchina.

Il motore è affidabile e competitivo, la macchina ha una buona accelerazione e ha un buon bilanciamento in curva. Non è una macchina perfetta ma ha un vantaggio: è equilibrata. E non è tutto. Rispetto alla Mercedes soffre meno le temperature elevate ed è più semplice da raffreddare. Un dettaglio non da poco.

Il lavoro sull’aerodinamica completa il quadro. La Scuderia ha alternato due musetti differenti a seconda della pista ottimizzando il carico aerodinamico e il flusso dell’aria. Il resto… beh, lo ha fatto quel fenomeno di Max.


Sciopero casellanti sulle autostrade nella prima domenica da bollino nero. Rischio di lunghe code

MotoGP, dominio Marquez a Brno. Dovizioso e Miller sul podio