Gennaro Gattuso, intervista ai microfoni di Premium: “Il lavoro migliorerà la classifica”

Gennaro Gattuso, intervista ai microfoni di Mediaset Premium alla vigilia dei quarant’anni: dal passato da calciatore al presente da allenatore, sempre con il Milan nel cuore.

Intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium, Gennaro Gattuso ha rilasciato una lunga intervista alla vigilia del suo compleanno: tra gli argomenti il suo passato da rossonero, il suo presente da allenatore e il futuro della squadra.

“Il compleanno? Non so dove festeggerò, in casa comandano le donne”

Gennaro Gattuso nel corso dell’intervista ha parlato del suo compleanno: “Non so dove festeggerò perché in casa comandano le donne, decideranno mia moglie e i bambini. Intanto contro il Crotone la squadra mi ha fatto un bel regalo ma la strada è ancora lunga, ora si godano questa settimana di riposo: è un gruppo che lavora bene e mi dà tanto, speriamo non perdano questa caratteristica”.

“Ho vinto tanto ma ho vissuto male i trofei persi: mi sono sentito responsabile”

Gattuso ha poi parlato delle vittorie ottenute in carriera: “Nella vita mi sono goduto poco le vittorie, ho sempre pensato solo a migliorarmi. I successi non mi hanno cambiato, mi ricordo di più le sconfitte: ho vinto tanto ma ho vissuto male i trofei persi, mi sentivo responsabile“.

Su Carlo Ancelotti – Ancelotti per me non è stato solo un allenatore ma anche fratello, amico e papà: è stato tutto. Nei momenti di debolezza ci appoggiavamo a vicenda, tuttora abbiamo un rapporto incredibile“.

L’addio ai rossoneri – “Decisione mia, Galliani per un mese mi ha chiamato ogni mezzanotte mettendo la canzone “se mi lasci non vale”… ma pensavo – e lo penso anche oggi – che fosse finita un’epoca e bisognasse lasciare spazio ai giovani. Non volevo essere un peso, il Milan mi ha dato più di quel che gli ho dato io, è stato giusto andarsene senza polemiche”

“L’importante è lavorare sul concetto di squadra, conoscere le proprie debolezze per migliorarsi”

Gennaro Gattuso ha poi parlato del suo presente da allenatore e sulla stagione in corso: “Sto gestendo i giocatori per cercare di coinvolgerli tutti, serve dare minutagggio a tutti. L’importante è lavorare sul concetto di squadra, conoscere le proprie debolezze per migliorarsi. Difficile non guardare la classifica ma il lavoro ci porterà a migliorarla. Non punto in particolare su un giocatore ma sulla squadra: quando c’erano Maldini e Nesta potevamo anche permetterci Cafu e Serginho, oggi no e quindi dobbiamo giocare da squadra, mi auguro questo“.

ultimo aggiornamento: 08-01-2018

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