Il caso di violenza che ha scosso l’Italia intera e la scelta di Giorgia Meloni di intervenire. Cosa è successo nel nostro Paese.
Un episodio gravissimo si è verificato in Italia e ha destato l’attenzione dei media e del mondo politico. Soprattutto quella della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha scelto di muoversi in prima persona commentando il tutto e cercando di dare un segnale al nostro Paese, rimasto scosso. Un uomo è stato scarcerato dopo due giorni di detenzione per aver abusato di una tredicenne. Una vicenda che non poteva passare inosservata agli occhi della Premier.

Il caso di violenza che ha scosso l’Italia
Un episodio di abusi ai danni di una 13enne da parte di un uomo di 42 anni ha generato grande clamore mediatico. Secondo quanto ricostruito, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la scarcerazione dell’uomo dopo sole due notti di carcere a seguito della violenza ai danni della vittima e ha disposto l’obbligo di firma senza, appunto, convalidare il fermo che era stato eseguito dalla polizia.
Secondo il giudice, a carico dell’uomo ci sono in effetti “gravi indizi di colpevolezza” in merito alla violenza ai danni della ragazzina ma, a differenza di quanto ha detto il pm, non sussisteva il “fondato” pericolo di fuga, presupposto essenziale per il fermo. Da qui la decisione di lasciarlo andare. Il 42enne è tornato in libertà con la sola misura cautelare dell’obbligo di firma presso il commissariato di zona.
Giorgia Meloni: la rabbia e la delusione per l’accaduto
La vicenda è arrivata anche alla Premier Giorgia Meloni che ha scelto di non stare in silenzio e di intervenire pubblicamente. “Una ragazzina di 13 anni esce di casa per comprare la merenda ai fratelli. Entra in un minimarket. Ne esce distrutta. Un uomo viene arrestato con l’accusa di essere responsabile di quella violenza in poche ore. Il pubblico ministero chiede il carcere. Due notti. Poi fuori”, ha ricostruito la Presidente del Consiglio.
“La motivazione del giudice è: era incensurato, si è mostrato collaborativo, ha detto di essere dispiaciuto. Dispiaciuto. Parliamo, giustamente, molto di sicurezza. Si chiede, giustamente, conto al Governo di quello che non va. Però qui la domanda va fatta fino in fondo. Le leggi le abbiamo scritte, e sono più severe che mai. Le Forze dell’Ordine hanno fatto il loro dovere, in poche ore, benissimo. La Procura ha chiesto la misura più dura. Tutta la catena ha funzionato“.
E ancora: “E poi arriva un provvedimento che la spezza in quarantotto ore, e noi non possiamo fare niente, se non inviare gli ispettori del Ministero, che è quello che stiamo facendo. Chi lo spiega a quella famiglia? Chi lo spiega a quel quartiere, che stanotte sa che quell’uomo è di nuovo lì? Noi andiamo avanti. Norme, uomini, mezzi, risorse. Fino in fondo. Ma così è davvero difficile. La mia totale solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia”.