Scelta del leader del campo largo e primarie: le posizioni di Giuseppe Conte e delle altre correnti di sinistra sull’ipotesi “terzo nome”.
Non solo l’offensiva di Beppe Grillo nei suoi confronti. Giuseppe Conte ha tante altre situazioni ben più delicate da affrontare come, per esempio, la leadership del campo largo alle prossime elezioni che, a quanto pare, rimane una questione non risolta con Pd e gli altri. Il leader del Movimento 5 Stelle si sarebbe sbilanciato parlando di una proposta di un “terzo nome” che, però, non sarebbe andata in porto.

Giuseppe Conte e il “terzo nome” per la leadership del campo largo
Giuseppe Conte prova a indicare una strada alternativa per la scelta del candidato del centrosinistra, ma la proposta di un “terzo nome” non trova disponibilità tra gli alleati. È lo stesso leader del Movimento 5 Stelle a raccontare il passaggio, spiegando di aver avanzato da tempo l’ipotesi di individuare una figura “autenticamente progressista e competitiva” rispetto ai leader dei partiti. La proposta, però, sarebbe stata rifiutata.
“Io ho dichiarato la disponibilità sin dall’inizio a valutare la possibilità di un nome terzo, autenticamente progressista e competitivo, rispetto a quello dei leader. Ma non c’è stata la disponibilità a valutare questa strada, la proposta è stata rifiutata e oggi abbiamo di fronte le primarie”, ha detto Conte durante la presentazione di un libro insieme a Nicola Fratoianni.
Il leader M5S ha quindi richiamato la possibilità delle primarie, pur sottolineando la necessità di evitare che il confronto interno diventi divisivo: “Saranno divisive? Dipende da come le interpretiamo tutti. Bisognerà lavorare con pazienza con fatica, perché questo non avvenga”.
La situazione nel campo largo: le mosse del Pd
La questione si inserisce nel confronto più ampio sul futuro tavolo del programma del centrosinistra. Il Pd, dopo la Direzione prevista oggi, ha fissato per domenica 18 ottobre l’assemblea nazionale alla Nuvola all’Eur. Nella stessa giornata Avs presenterà a Roma i propri punti programmatici. Passaggi che potrebbero precedere l’apertura del confronto sulle priorità per le prossime elezioni politiche del 2027.
Per il Pd, il programma dovrebbe essere costruito coinvolgendo Pd, M5S, Avs, ma anche le forze moderate e centriste. Fratoianni sostiene invece che il perimetro debba essere definito dalle priorità condivise.
Quanto alla proposta di Conte, Avs non nasconde lo scetticismo sulle primarie, ma il “terzo nome” non sarebbe mai stato tra le opzioni indicate dai vertici del Pd di Elly Schlein. I dem hanno infatti indicato due possibilità per la scelta del leader: il candidato del partito più votato oppure le primarie. Il confronto resta dunque aperto, mentre sullo sfondo pesano anche le future regole elettorali.