ArcelorMittal, governo diviso sullo scudo penale. Salvini: "Votiamo tutto"

Ex Ilva, ore cruciali nella trattativa con ArcelorMittal. Governo diviso sullo scudo

Il governo si prepara al confronto con ArcelorMittal ma nella maggioranza manca una linea unitaria. Salvini: “Reintrodurre lo scudo penale”.

Ore calde per il governo che prova a superare la crisi Ilva innescata da ArcelorMittal. I rappresentanti della società incontrano Conte nella giornata di lunedì e proprio al premier spetterà l’arduo compito di tirare le fila delle tante proposte nate in seno a un governo diviso. E su cui pesano le pressioni dell’opposizione.

Ex Ilva, Matteo Salvini: “Reintrodurre lo scudo penale per ArcelorMittal”

Il leader della Lega Matteo Salvini si è detto disposto a votare ogni provvedimento utile a salvare le sorti dell’ex Ilva. Il numero uno del Carroccio ha chiesto la reintroduzione dello scudo penale, presa in considerazione anche da Giuseppe Conte. Il Presidente del Consiglio ha però evidenziato a più riprese come le cause del ritiro di Mittal dall’Italia siano ben diverse e legata a fattori economici e di produttività.

Matteo Salvini Castel Volturno
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Lezzi (Movimento 5 Stelle): “Già in Cdm mi ero rifiutata di votare il ripristino dello scudo penale”

Fermante contraria alla reintroduzione dello scudo penale è invece la Lezzi (Movimento 5 Stelle), secondo cui la via da seguire sarebbe quella degli investimenti per rilanciare le sorti di uno stabilimento che da tempo vive una fase critica.

“Già in Cdm mi ero rifiutata di votare il ripristino dello scudo penale. Non può essere una soluzione estendere lo scudo penale a tutti gli altri. La soluzione deve essere quella di fare investimenti certi su questa fabbrica. Con i colleghi pugliesi siamo pronti con diverse soluzioni, aspettiamo di incontrare Conte per proporle, poi farà lui la sintesi. Ci possono essere dei fondi nazionali e anche europei che possono essere usati. Aiuti di Stato? Questa è una questione strategica per l’Italia e l’Ue”.

Ilva
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Landini, “ArcelorMittal a noi non ha detto nulla degli esuberi”

Il Segretario Generale della Cgil Maurizio Landini ha invece evidenziato come l’azienda non abbia dato comunicazione alle parti sociali circa i cinquemila esuberi che Arcelor avrebbe richiesto al governo. “Mittal a noi che abbiamo firmato l’accordo non ha ancora detto nulla, non siamo ancora riusciti a incontrare l’azienda. A noi è stato comunicato dal Governo che in un incontro con loro Mittal ha posto il problema di 5 mila esuberi e sappiamo che Mittal ha presentato in Tribunale a Milano la revoca“.

Ospite da Lucia Annunziata lo stesso Landini ha rinnovato l’invito al governo a convincere ArcelorMittal a non lasciare lo stabilimento. “Al Governo abbiamo chiesto che venga riattivato un tavolo con Mittal perche per noi quello deve essere l’accordo che rimane applicato. E allo stesso tempo stiamo dicendo al Governo che bisogna far cambiare idea a Mittal: questo paese deve continuare a produrre acciaio, lo deve fare senza più far morire nessuno, ma se non produce più acciaio non solo perdiamo 20 mila posti di lavoro ma perdiamo la capacità industriale del nostro Paese“.

Maurizio Landini
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Teresa Bellanova: “L’investitore deve essere riportato assolutamente al confronto con chi ha sottoscritto l’accordo”

Viaggia più o meno sulla stessa linea d’onda Teresa Bellanova: “I lavoratori non si toccano, gli accordi si rispettano, il governo è garante dell’accordo sottoscritto […]. L’investitore deve essere riportato assolutamente al confronto con chi ha sottoscritto l’accordo di settembre: le rappresentanze dei lavoratori. Il Governo è garante dell’Accordo, non è controparte […]. Già dalle prossime ore bisogna assolutamente ritornare alla normalità del confronto tra le parti. L’investitore è tenuto a confrontarsi” coi sindacati ed “è nostro obbligo garantire che accada”.

ultimo aggiornamento: 10-11-2019

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