Azione ribelle in Birmania, dove il gruppo Karen National Union ha assaltato e dato fuoco a una base militare nell’est del Paese.

RANGOON – Resistenza in Birmania, dove lo scorso 1 febbraio i militari hanno preso il potere con un colpo di Stato.

Birmania, incendiata una base militare

Nell’area orientale di Myanmar, infatti, una base militare è stata presa d’assalto e data alle fiamme. Lo ha annunciato il capo del gruppo Karen National Union (KNU) che da settimane si sta scontrando con l’esercito in quell’area, vicina al confine con la Thailandia. “Le nostre truppe hanno conquistato una base dell’esercito birmano“, ha detto all’Afp Padoh Saw Taw Nee, aggiungendo che i combattimenti sono avvenuti intorno alle 5 del mattino e il campo è stato “bruciato”. Non si tratta del primo attacco a strutture militari: il mese scorso era già avvenuto un assalto al quale la dittatura aveva replicato con attacchi aerei notturni.

Il gruppo ribelle

Il Knu rappresenta un gruppo etnico che si oppone alla giunta militare e che sostiene la destituita Aung San Suu Kyi. Nelle ultime settimane si sono intensificati gli scontri tra esercito e ribelli nella regione del Karen e oltre 24.000 civili sono stati costretti a lasciare i loro villaggi. Di questi circa 2.000 hanno attraversato il fiume per cercare rifugio in Thailandia. Si stima che circa un terzo del territorio della Birmania, per lo più nelle regioni di confine, sia controllato da una miriade di gruppi ribelli, come a Dawei, dove gli abitanti sono scesi in piazza per protestare.

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