Scontri e tensioni nell’ambito della guerra in Iran. Teheran ha annunciato lo stop all’intesa sul memorandum. La reazione di Trump.
La tensione in Medio Oriente è nuovamente alle stelle. La guerra in Iran ha visto le parti coinvolte riprendere attivamente con raid reciproci e minacce. Dopo il possibile intervento degli Houthi nel Mar Rosso, ecco Teheran aver annunciato lo stop all’intesa del memorandum e, allo stesso tempo, Donald Trump rispondere a dovere.

Guerra in Iran: Teheran annuncia stop intesa memorandum
Il governo iraniano ha annunciato la sospensione degli impegni presi nell’ambito del memorandum d’intesa con gli Usa. “Gli Stati Uniti hanno violato e sospeso tutti i loro impegni nell’ambito del memorandum di Islamabad”, ha fatto sapere il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, secondo il quale Teheran ha deciso di interrompere l’attuazione degli impegni previsti dall’intesa mentre il Paese è “impegnato a difendersi”.
A prendere posizione anche la guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, che in una dichiarazione scritta diffusa dall’emittente iraniana Irib è tornato ad attaccare gli Stati Uniti. Le “ripetute violazioni” degli accordi con l’Iran da parte degli Stati Uniti dimostrano che la firma del presidente Usa Donald Trump è “senza valore”, ha detto. Gli Usa hanno “rivelato il loro vero volto”, esponendo la loro “ingannevolezza, irrazionalità, inaffidabilità e malvagità”, in seguito alle ripetute violazioni degli accordi presi con l’Iran.
La reazione di Donald Trump
A seguito dell’annuncio iraniano, non è mancata anche la replica del leader americano Donald Trump. Come suo solito, il tycoon non ha badato alle modalità e alle parole: “Non me ne importa nulla”, ha commentato il leader americano. Intanto l’Iran minaccia un’offensiva su vasta scala in risposta ai raid americani e Khamenei minaccia di impartire a Washington “lezioni indimenticabili”.
In questo contensto anche il sindaco di New York, Mamdani, è intervenuto ma per sbilanciarsi su un’altra figura importante del conflitto: “Se Netanyahu viene a New York potrei arrestarlo. È un criminale di guerra, va processato all’Aja”.