Oggi tutte le realtà imprenditoriali, dalle più piccole a quelle di grandi dimensioni, devono porsi come obiettivo primario da raggiungere nel minor tempo possibile la sostenibilità ambientale della propria attività.

Per fare ciò è importante adottare soluzioni e strategie che puntino all’utilizzo di energie rinnovabili, allo sviluppo della mobilità sostenibile e alla riduzione di consumi e sprechi, come quelle di P&G. Affiancare al profitto la salvaguardia dell’ambiente e la crescita di una sensibilità green aiuterà le aziende non solo a far del bene alla natura, ma ad apparire anche più evolute e strategicamente avanzate agli occhi dei potenziali clienti e consumatori.

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Gli stessi consumatori hanno cambiato il modo di concepire il mondo del lavoro e si rivolgono sempre più verso prodotti green ed ecologicamente sostenibili. Anche per questa ragione è importante che le aziende adeguino le proprie strategie verso il miglioramento dell’efficienza energetica attraverso l’utilizzo di energie alternative e rinnovabili. La sostenibilità ambientale è ormai diventata per le imprese un elemento di vantaggio competitivo, che attira un numero crescente di investitori, clienti e consumatori.

Secondo gli esperti, infatti, le imprese che applicano politiche green sono destinate a diventare il fulcro di un sistema sociale ed economico che rafforza il territorio e cresce insieme al suo ambiente. Comunicare le buone intenzioni non è più sufficiente.

L’aumento delle aspettative, sulle responsabilità aziendali in ambito di trasparenza dei processi produttivi e distributivi, richiama le imprese ad agire con decisione sulle politiche di sostenibilità ambientale.

Come raggiungere gli obiettivi: l’economia circolare

Uno dei primi passi per un’azienda eco sostenibile riguarda la messa in atto di un’economia circolare. Se vuoi sviluppare un business sostenibile devi iniziare a ridurre i consumi di energia, utilizzare materiali biologici destinati al compostabile, oppure adatti a essere rivalorizzati. Infine, dovrai provvedere all’impiego di soluzioni adatte a riciclarli correttamente, nel modo più economico e strategico possibile.

Quindi, i processi produttivi e distributivi devono limitare l’impatto che i prodotti avranno sull’ambiente, quando il loro ciclo di vita sarà terminato. La definizione di economia circolare ha fatto la sua comparsa sulla scena internazionale al World Economic Forum di Davos nel 2014, conquistando l’attenzione di una platea gremita di politici, imprenditori e giornalisti. Nel 2015 è diventata la chiave scelta dalla Commissione Europea guidata da Junker per pensare e attuare il rilancio dell’economia del vecchio continente. Ma, nonostante se ne parli tanto, non sempre è chiaro cosa queste due parole possono fare per l’economia mondiale.

Per economia circolare si intende, dunque, un sistema in cui “il valore dei prodotti e dei materiali si mantiene il più a lungo possibile; i rifiuti e l’uso delle risorse sono minimizzati e le risorse mantenute nell’economia quando un prodotto ha raggiunto la fine del suo ciclo vitale, al fine di riutilizzarlo più volte e creare ulteriore valore”. Si tratta quindi di un’economia nella quale la crescita è dissociata dall’impiego di risorse esauribili. È un sistema progettato per autorigenerarsi: i materiali di origine biologica devono rientrare nella biosfera, mentre i materiali di origine tecnica sono pensati per circolare all’interno del flusso, senza perdere qualità. In un’ottica di economia circolare, poi, le aziende possono adottare anche nei loro uffici la raccolta differenziata e utilizzare il meno possibile la plastica, o comunque favorirne il riutilizzo.

Ma l’efficienza energetica di un’impresa passa anche attraverso i propri dipendenti. Migliorare la sensibilità del personale verso tematiche legate alla sostenibilità e al risparmio di energia è una strategia vincente. Un progetto chiaro ed efficace di smart working, ad esempio, aiuterà ad abbassare il traffico nelle ore di punta, riducendo del 20% le emissioni di CO2. Anche lo sviluppo di un piano di mobilità sostenibile sarà un fattore determinante per rendere più green la propria azienda: sensibilizzare i dipendenti verso l’uso di eBike, di car sharing e di mezzi pubblici consente, infine, di rispettare l’ambiente e allo stesso tempo ridurre il livello di stress dei lavoratori.

Dato che la continua crescita d’interesse verso comportamenti sostenibili porta alle aziende coinvolte benefici – anche consistenti – tanto in termini economici come d’immagine è importante che si vada oltre il semplice patto di fiducia tra azienda e consumatore o stakeholder. In altre parole, l’autodichiarazione non è più sufficiente. L’azienda dovrà garantire ai suoi clienti che quello che offre – prodotto o servizio – sia realmente sostenibile, e cioè che soddisfi un certo numero di criteri misurabili e certificati. E per farlo deve affidarsi a enti terzi che ne attesteranno l’impegno e l’effettiva riuscita.

Solo così la sostenibilità diviene un elemento riconosciuto, valido e oggettivo. Utile da sfruttare anche a fini di comunicazione e marketing

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