La Repubblica diffonde alcuni estratti delle intercettazioni in carcere dei fratelli Bianchi: sputi e minacce per i due arrestati per la morte di Willy Monteiro.

Hanno fatto in poco tempo il giro della rete e dei social le intercettazioni dei colloqui dei fratelli Bianchi con i parenti che sono andati a trovarli a Rebibbia, dove si trovano per la morte di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di Colleferro massacrato e ucciso a calci in mezzo alla strada. I due fratelli si lamentano per il trattamento che gli riservano in carcere. Parlano di calci e sputi. Minacce. E spunta anche un chiodo inserito nel tubetto del dentifricio.

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Le intercettazioni dei fratelli Bianchi: in carcere sputi e minacce

La Repubblica ha intercettato estratti delle intercettazioni effettuate in carcere dai carabinieri. Parlando con il fratello Alessandro, Marco e Gabriele parlano delle vessazioni, delle minacce e delle violenze che sono costretti a subire. Dalle intercettazioni emergono alcuni episodi significativi, come ad esempio quello di un chiudo infilato nel tubetto del dentifricio.

Prigione
Prigione

I colloqui con i familiari

È la mamma dei Fratelli Bianchi a fare il punto della situazione per quanto riguarda la vita fuori dal carcere: “Si dovemo venne le macchine, tutto perché non c’è rimasto più niente”, ossia “ci dobbiamo vendere le macchine, tutto, perché non ci è rimasto più niente“. La mamma, come emergere dalle intercettazioni pubblicate da la Repubblica, continua a difendere a figli e ipotizza che alla morte di Willy sia stato concesso troppo spazio sui media.

La gelosia

Ma in questo contesto trova spazio anche la gelosia, quella della fidanzata di Gabriele Bianchi: “Tu non sai quello che fanno, se vedono il tg, vedono nome e cognome e sanno che stai a Rebibbia, basta mettere nome e cognome e scrivono“. “Io per te venderei la mia anima al diavolo. Voglio invecchiare con te, non so se tu lo capisci“, la tranquillizza Gabriele Bianchi.

ultimo aggiornamento: 19-09-2021


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