Giuseppe Conte al Corriere della Sera: “Sul Mes non escludo il rinvio. Non ho firmato nulla, tantomeno cambiali in bianco”.

Intervenuto ai microfoni de il Corriere della Sera, Giuseppe Conte ha provato a spegnere le polemiche in uno dei momenti più complicati della sua breve carriera politica. Il Premier è alle prese con il caso Mes, che divide la maggioranza giallorossa, con la manovra, ancora da approvare, e con l’acceso dibattito sulla prescrizione.

Giuseppe Conte
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Intervista di Giuseppe Conte al Corriere della Sera: “Sul Mes non escludo il rinvio”

Nella prima parte della sua intervista al Corriere della Sera, Giuseppe Conte ha provato a blindare la sua alleanza con Luigi Di Maio, che aveva alzato il livello della tensione prendendo le distanze dal premier e dal Partito democratico.

“Di Maio dice che come Movimento 5 stelle è l’ago della bilancia, io dico che è giusto, sottoscrivo[…]. Sul Mes credo che la loro volontà sarà assolutamente rispettata, ma anche quella delle altre forze politiche. Per andare avanti serve l’accordo tra tutte le forze che sostengono il governo. Lavoriamo in un percorso che è collettivo e le riforme che adotteremo saranno sempre nell’interesse dei cittadini”.

Il Presidente del Consiglio arriva poi al cuore della vicenda, ossia la richiesta del Movimento 5 Stelle di rinviare la firma del pacchetto che contiene la riforma del Mes. Rinvio che il Pd non vuole concedere per non esasperare i rapporti con Bruxelles.

Noi ci stiamo muovendo in una logica di pacchetto, abbiamo fatto un vertice di maggioranza su questo. Pacchetto significa che il progetto comprende unione bancaria e monetaria: è giusto che l’Italia si esprima solo quando avrà una valutazione complessiva su dove si sta andando, io ancora non ho firmato nulla, tantomeno una cambiale in bianco. Già domani si entrerà nel vivo sul dossier dell’unione bancaria, io non ho nessuna intenzione di firmare in bianco. Ci sono tante varianti in una logica di pacchetto, anche dal punto di vista procedurale e ci sono tanti modi di affermare questo metodo”.

Non escludo un rinvio sul Mes – incalza Conte. Abbiamo evitato già tante insidie, io non ho abbracciato in Parlamento fideisticamente il Mes. Però bisogna dire che esiste già. Bisogna evitare la fanfara propagandistica che fa salire lo spread, l’Italia ha un debito sostenibile e il Mes si attiva su base volontaria. Ci siamo battuti perché la valutazione del debito non fosse automatica“.

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Conte, “Io non sono vicino a nessuno, sono un capo di governo che sta portando un programma di 29 punti”

L’intervista si sposta poi sul piano prettamente politico e sulle accuse che si sono levate da una parte del mondo pentastellato, che vede Giuseppe Conte troppo vicino al Partito democratico.

“Mi sembra una domanda che non sta in piedi, non sono vicino a nessuno, sono un capo di governo che sta portando un programma di 29 punti, ho un rapporto più facile, per ragioni storiche, con il Movimento, ma non si può fare una comparazione. Il Pd lo sto conoscendo ora, è una stupidaggine dire che sul Mes sono più vicino al Pd, il Pd è arrivato adesso. Gualtieri su un percorso di 100 chilometri sta compiendo l’ultimo miglio”.

Il caso Alpa

Nella parte conclusiva della sua intervista Conte è tornato sull’accusa de Le Iene sui suoi rapporti con l’Avvocato Alpa.

“Ho chiarito tutto, anche con loro, c’è solo un progetto di parcella e non una parcella, ed è del 2009 il concorso è del 2002. Non vedo come il concorso possa essere inficiato”.

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ultimo aggiornamento: 04-12-2019


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