L’intervista di Matteo Renzi a ‘La Stampa’: “Sulla legge elettorale si sono fermati perché non hanno i numeri”.

ROMA – Recovery Fund e politica interna. Nell’intervista a La Stampa Matteo Renzi ha toccato diversi argomenti confermando il suo appoggio a questa maggioranza senza, però, mettere in un cassetto gli obiettivi che Italia Viva si è posta per rilanciare l’Italia.

Recovery Fund

Nell’intervista a La Stampa Matteo Renzi si è complimentato con il premier Conte per l’accordo raggiungo a Bruxelles: “Si è trattato di un passaggio storico. Secondo me è un buon compromesso e il presidente del Consiglio ha lavorato bene in asse con Macron e Merkel”.

Un accordo frutto anche “del sostegno del Paese al premier e sono contento che ora l’Italia stia dalla parte giusta e che i sovranisti iniziano a perdere colpi“.

Matteo Renzi
Roma 13/08/2019 – conferenza stampa Matteo Renzi / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Matteo Renzi

Legge elettorale

Politica economica da una parta, quella interna dall’altra. Le discussioni non mancano con la legge elettorale che continua a tenere alta la tensione nella maggioranza.

Si sono bloccati perché mancano i numeri – ha ammesso l’ex premier – e in questo caso non si fanno forzature. Secondo me bisognerebbe fermarsi e lavorare insieme per un’altra intesa. Se poi loro vogliono fare questo errore, facciano pure“.

Renzi ha ricordato che “in questo momento la priorità della maggioranza non deve essere la legge elettorale, ma il sostenere lo sforzo rilevante che ha fatto il Governo […]. Mesi fa ci era stato chiesto un impegno per superare la legge attuale, che è contro la nostra storia. In questo momento io dico che stiamo combattendo una guerra sui soldi per riprenderci dal virus, se vogliono forzare sulla legge elettorale facciano pure, ma il nostro voto non ci sarà […]“.

E’ risaputo – ha concluso il leader di Italia Viva – che i partiti sono fatti dalla soglia. Noi stando insieme ad altre forze come Forza Italia, +Europa e la lista di Calenda potremmo arrivare intorno al 15%. Avremmo tutto l’interesse a completare un’operazione simile. E se insistono con il proporzionale, si aprirebbe uno spazio importante per formare un’area di riformismo moderato.

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ultimo aggiornamento: 22-07-2020


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