Il governo lavora al calendario delle riaperture: le ipotesi sulla road-map del ritorno alla normalità dopo il dramma del Covid.

In occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo decreto contro il caro bollette, il premier Mario Draghi ha parlato anche del Covid e ha fatto sapere che nei prossimi giorni sarà presentato il calendario delle riaperture, una road-map con le date dell’abolizione dei divieti.

Il Presidente del Consiglio ha specificato che il suo scopo è quello di tornare il prima possibile alla normalità. “Voglio uscire al più presto possibile, quindi anche limitare le restrizioni. Non abbiamo una road-map specifica ma è questione di giorni in modo da eliminare ogni incertezza. È importante per le famiglie e le imprese“, sono state le parole utilizzate da Mario Draghi.

Andiamo a vedere allora quali potrebbero essere le tappe principali di questo percorso di allentamento delle misure restrittive.

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Covid, il calendario delle riaperture: le ipotesi

Come abbiamo visto nei giorni scorsi, la prima data da segnare sul calendario è quella del 10 marzo. Da quel giorno sarà possibile tornare a consumare cibi e bevande all’interno di cinema e teatri. Il governo ha deciso di anticipare il via libera rispetto ai piani originari. Sempre dal 10 marzo sarà possibile tornare tornare a fare visita ai parenti ricoverati negli ospedali. La visita potrà durare quarantacinque minuti. La visita è consentita solo ai soggetti in possesso del Super Green Pass. Le persone guarite dal Covid dovranno presentare anche un tampone con esito negativo.

GREEN PASS
GREEN PASS

Per quanto riguarda il limite di capienza negli stadi, lo scopo è quello di tornare al 100% prima del 31 marzo.

Si ragiona inoltre sulla revisione del sistema a colori. L’ipotesi è quella di abolire la zona Gialla e la zona Arancione. Resterebbe in vigore solo la zona Rossa, che scatterebbe nel caso in cui nella zona ci fossero focolai.

La data chiave di questo percorso è quella del 31 marzo. A fine marzo scade lo stato di emergenza e il governo non dovrebbe prorogarlo. In questo caso si passerebbe da una gestione emergenziale ad una gestione ordinaria della pandemia. Questo comporta lo scioglimento del Cts e della struttura commissariale.

L’ultima data attualmente presente sul calendario delle riaperture è quella del 15 giugno, quando scade l’obbligo vaccinale per gli over 50.

Il Green Pass

La grande incognita è quella legata al Green Pass. Con ogni probabilità la certificazione verde ci accompagnerà anche dopo il 31 marzo anche nel caso in cui non fosse prorogato lo stato di emergenza. Ma si procederà con un progressivo allentamento delle regole. Ad esempio da aprile la certificazione verde potrebbe non essere più necessaria per i luoghi e le attività all’aperto. Questo significa che si potrebbe tornare a consumare all’aperto senza dover presentare il Green Pass.

La certificazione verde sarebbe invece ancora obbligatoria per i luoghi al chiuso e i mezzi di trasporto.

Resta da capire l’orientamento del governo per quanto riguarda il Green Pass base nei negozi. La certificazione verde di base potrebbe essere abolita già ad aprile per quanto riguarda le attività commerciali non essenziali e i servizi per il benessere e la cura della persona.

L’ultimo step dovrebbe essere rappresentato dall’abolizione del Green Pass al lavoro. Con l’obbligo vaccinale per gli over 50 in scadenza, come abbiamo visto, il 15 giugno, difficilmente la certificazione verde per i lavoratori potrebbe essere abolita prima della metà di giugno.

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ultimo aggiornamento: 20-02-2022


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