Gastone Bean, attaccante scudettato del Milan

Nel 1956 il Milan torna a vincere lo Scudetto grazie al contributo del giovane Gastone Bean, rivelazione con 17 gol. Nordahlino rimane in rossonero per quattro stagioni. Nel finale di carriera giocherà con la Spal.

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Nella stagione 1955/56 il Milan si riorganizza per tornare a lottare per il titolo nazionale. Il presidente Rizzoli decide per l’esonero di Puricelli in favore di “Gipo” Viani, lo Sceriffo. I rossoneri devono fare i conti con l’addio di Gunnar Nordhal e di una eredità fatta di 210 gol in Serie A. Il bomber svedese passa infatti alla Roma che in cambio gira al Milan Carlo Galli, centrocampista offensivo col vizio del gol. Inoltre, di ritorno dal prestito al Piacenza, c’è anche Gastone Bean, giovane attaccante classe ’36.

Milan all’offensiva

Viani inizialmente punta su Galli al centro dell’attacco rossonero, con Schiaffino sulla trequarti e il norvegese Bredesen in appoggio partendo sia ala che mezzala. Tuttavia, il fisico longilineo dell’ex Roma non si adatta alle granitiche difese avversarie. E così, l’allenatore del Milan decide un cambiamento tecnico-tattico che risulterà decisivo: dentro Gastone Bean, detto “torello”, al centro dell’attacco, con Galli al fianco di Schiaffino in regia offensiva. A sinistra c’è l’argentino Cucchiaroni. La vittoria in casa della Fiorentina, campione in carica, dà la scossa ai rossoneri che inizia a macinare gol e vittorie.

Due scudetti

La cavalcata del Milan è inarrestabile e con quattro giornate di anticipo i rossoneri conquistano la matematica vittoria dello Scudetto. Gastone Bean risulta fondamentale con 17 gol mentre Carlo Galli ne mette a referto ben 14. La stagione successiva è condizionata per i rossoneri dall’epatite virale che colpisce diversi giocatori del Milan. In ogni caso, Gastone Bean segna 10 gol, oltre a 5 gol nella prima fase della Coppa dei Campioni. Nel 1958/59, il Milan acquista il brasiliano Altafini e per Nordhalino c’è meno posto al centro dell’attacco: 4 gol è il contributo di Gastone Bean alla conquista di un altro Scudetto. Poi, nel 1960, l’addio al Milan.