L’Uragano Ian è uno dei peggiori che l’America abbia mai vissuto. Non un caso, ma una conseguenza del cambiamento climatico.

La violenza dell’uragano Ian ha devastato gran parte della Florida distruggendo abitazioni e città. Più di 2,5 milioni di persone evacuate, ma tutto questo non è una coincidenza. In America, come in Europa, le calamità naturali si stanno abbattendo sul territorio con una violenza inaudita. Questa, secondo gli studi, sembra essere una conseguenza del cambiamento climatico.

Alluvione maltempo
Alluvione maltempo

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

La ferocia di Ian

L’Uragano Ian muove di nuovo terrore tra la popolazione della Florida. Case distrutte, alberi sradicati e auto sommerse dall’acqua, e oltre 2,5 milioni di persone sono state evacuate. Le forti calamità che si stanno registrando in tutto il mondo hanno degli impatti estremamente violenti. Ma non è un caso che questo stia succedendo con la stessa potenza in Europa come in America: il clima che sta subendo drastici cambiamenti negli ultimi anni mostra le sue conseguenza già nella quotidianità fino ad arrivare agli eventi di massiccia entità.

A rientrare nella lista degli uragani più potenti, Ian è fra i cinque uragani più violenti ad aver colpito gli Stati Uniti. Con i suoi venti di 150 miglia orarie ha pareggiato con l’uragano Charley del 2004 come il più forte che abbia mai colpito la costa occidentale della Florida. Anche Fiona ha colpito Porto Rico, come una tempesta di categoria 4, per cui centinaia di migliaia di persone sono ancora senza elettricità. Poi è arrivato Ian su uno strato profondo di acqua molto calda nel Golfo del Messico.

Da cosa deriva?

L’impentuosità dell’uragano sembra correlato ai livelli di calore raggiunti dagli oceani: questi, causati dalla continua combustione di combustibili fossili e dall’aumento nell’inquinamento da carbonio che intrappola il gas serra il quale riscalda il pianeta. In questo modo è meno probabile che le tempeste sollevino acque più fredde dal basso, scatenando uno dei meccanismi naturali che smorzano il rafforzamento. Ciò porta ad un’intensità e una ferocia delle tempeste a cui stiamo assistendo.

A confermare la tesi sono gli studi che usufruiscono strumenti capaci di attribuire il grado in cui il riscaldamento globale influisce sugli eventi estremi. Oceani più caldi significano più carburante per rafforzare gli uragani, con un aumento medio della velocità del vento dei principali uragani di circa 18 mph per ogni 1C (1,8F) di superficie oceanica riscaldamento, un aumento di circa il 13%.

Inoltre, l’innalzamento del livello del mare incrementa ulteriormente il verificarsi delle inondazioni. Se l’umanità continua a riscaldare il pianeta destabilizzando le calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide occidentale, l’innalzamento del livello del mare conterà metri di crescita.

Da non tralasciare anche la pioggia torrenziale che, a causa della quantità di umidità che evapora dall’oceano nell’atmosfera, produce inondazioni record come abbiamo visto a Philadelphia con l’uragano Ida.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 30-09-2022


Omicidio Cipriani: trovati i resti dopo 70 giorni  

Omicidio Bozzoli: ergastolo al nipote