Laura Boldrini risponde alle accuse mosse contro di lei dalla sua ex colf e dalla sua ex collaboratrice parlamentare.

In una lunga intervista ai microfoni de la Repubblica, Laura Boldrini ha risposto alle accuse della ex colf e della sua assistente, che ai microfoni de il Fatto Quotidiano avevano duramente attaccato l’onorevole scatenando un caso mediatico e politico.

Le accuse a Laura Boldrini

Sostanzialmente l’ex colf e l’assistente parlamentare hanno accusato la Boldrini di avere mal pagate e in alcuni casi maltrattate. Le due, secondo la loro versione dei fatti, si sarebbero dovute occupare anche di mansioni non proprio inerenti alla propria occupazione al proprio inquadramento professionale.

Laura Boldrini risponde alle accuse dell’ex colf e dell’assistente

Intervenuta ai microfoni de la Repubblica, Laura Boldrini ha raccontato la propria versione dei fatti rispondendo alle accuse pesanti che le sono piovute addosso all’improvviso.

Lilia, con la quale ho avuto un rapporto sereno per otto anni, ha regolarmente ricevuto il trattamento di fine rapporto. Restano da saldare gli scatti di anzianità maturati“, ha dichiarato la Boldrini commentando le dichiarazioni dell’ex colf, che ha fatto sapere di essere in attesa di un pagamento da 3.000 euro da parte dell’Onorevole. “La scorsa estate avevo proposto a Lilia di lavorare anche il sabato, ma lei mi disse di non essere interessata. Abbiamo quindi deciso di interrompere la collaborazione. Era ovviamente messa in regola, e quindi bisognava fare gli ultimi conteggi per chiudere il rapporto di lavoro. I calcoli per gli scatti di anzianità si sono rivelati complicatissimi. ‘Mi faccio aiutare dal patronato’, mi ha detto Lilia. E io mi sono rivolta alla mia commercialista“.

Laura Boldrini
Laura Boldrini

Il caso dell’ex collaboratrice parlamentare

La Boldrini ha risposto anche alle accuse della sua ex collaboratrice parlamentare e ha confermato che il rapporto lavorativo si è concluso per necessità differenti. La sua collaboratrice le aveva chiesto di continuare a lavorare da casa per un problema con il figlio, la Boldrini invece aveva bisogno di una presenza al suo fianco, almeno per alcuni giorni. La fine del rapporto lavorativo sarebbe stata, secondo la versione di Laura Boldrini, condivisa e consensuale.

“Voleva lavorare ancora da casa, perché era insorto un problema con il figlio. Le ho fatto presente che sarebbe stato complicato vista la complessità del lavoro da svolgere. Il mio ufficio ha ritmi serrati, avevo bisogno che fosse presente a Roma almeno alcuni giorni. Roberta ha capito. Abbiamo deciso di dividere le nostre strade. Ci siamo salutate con un abbraccio commosso. Sono colpita e dispiaciuta dal suo risentimento“.

L’onorevole ha ammesso che la sua ex collaboratrice parlamentare ha seguito anche la sua agenda privata, gestendo e curando anche impegni fuori dalla politica.

La prenotazione dal parrucchiere? Può essere capitato. Si occupava anche delle visite mediche. Gestiva la mia agenda e riusciva così a incastrare questi impegni con quelli pubblici […]. Vivo sola, mia figlia è all’estero, non mi muovo in autonomia avendo una tutela”.


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