Legge sull’editoria approvata in Australia. I colossi del web dovranno pagare gli editori per avere le notizia sulla piattaforma.

CANBERRA (AUSTRALIA) – La legge (tanto discussa) sull’editoria è stata approvata in Australia. Il Parlamento ha dato il proprio via libera al provvedimento che costringe i colossi del web (come Google e Facebook) a pagare gli editori per avere le notizie sulla propria piattaforma.

L’approvazione della misura è arrivata nella giornata di giovedì 25 febbraio e al termine di un lungo braccio di ferro con i colossi del web.

Cosa prevede la legge

La legge è stata approvata dal Parlamento dopo una lunga discussione anche con i colossi del web. “Il provvedimento – si legge in una nota, riportata dall’Agiassicura che gli editori siano equamente remunerati per il contenuto che generano, aiutando a sostenere il giornalismo di interesse pubblico in Australia“.

Per condividere le notizie sul portale, quindi, i colossi del web dovranno pagare gli editori. Google si era portato avanti con un accordo con i due maggiori editori australiani. Facebook, invece, aveva deciso di continuare la sua battaglia, ma alla fine è chiamato a dover fare un passo indietro e trovare un’intesa con gli editori australiani per consentire la pubblicazione delle notizie sul proprio portale.

Google
fonte foto https://www.facebook.com/GoogleIT/

L’accordo tra Facebook e Murdoch

La legge australiana ha costretto Facebook a firmare un accordo con Rupert Murdoch per la pubblicazione delle notizie sui social. Un’intesa simile nei giorni scorsi era stata trovata anche con Google.

Come cambia l’editoria

Una legge destinata a cambiare il mondo dell’editoria. In futuro, infatti, leggi simili saranno approvate anche nel Vecchio Continente. Bruxelles ha dato indicazioni molto chiare ed entro giugno gli Stati membri saranno chiamati ad approvare un provvedimento molto simile a quello approvare in Australia.

Un cambio di passo per gli editori. In caso di via libera di questa legge, i colossi del web saranno costretti a pagare per avere le notizie sul proprio portale. Difficile anche in questo caso un braccio di ferro con gli imprenditori destinati a pagare per non rischiare di ritrovarsi sui social solo con fake news.


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