La vicenda delle molestie ai danni di una 13enne da parte di un uomo aveva fatto parlare, persino la Meloni, ora tutto è cambiato.
Un uomo scarcerato perché pentito dopo appena poche ore dopo le molestie ad una 13enne. Questo il quadro che aveva scatenato grandi critiche a livello nazionale, compresa la presa di posizione di Giorgia Meloni. Adesso, sulla vicenda è avvenuto un vero e proprio ribaltone che ha portato tale individuo ad essere arrestato.

Molestie su 13enne e scarcerazione: il caso
Era uscita di casa per una commissione apparentemente banale, acquistare alcune bevande per i fratelli più piccoli. Per una ragazzina di 13 anni, però, quella giornata si è trasformata in un’esperienza da incubo. La giovane sarebbe stata palpeggiata all’interno di un minimarket di Torino, nel quartiere Borgo Vittoria, dove si era recata per fare la spesa. Per l’uomo accusato delle molestie, il tribunale del Riesame di Torino ha ora disposto la custodia cautelare in carcere, accogliendo il ricorso presentato dalla procura.
I fatti risalgono al 28 agosto e riguardano un commesso di 42 anni, di origine bengalese, che avrebbe palpeggiato la tredicenne mentre si trovava all’interno dell’esercizio commerciale. Dopo il fermo, la vicenda era stata valutata dal gip, che il 31 agosto non aveva convalidato la misura più restrittiva richiesta nei confronti dell’uomo.
Il giudice aveva infatti ritenuto significativo il comportamento tenuto dall’indagato dopo l’accaduto, considerandolo pentito e collaborativo anche alla luce della sua ammissione di essere «dispiaciuto» per quanto successo. Al posto della custodia in carcere era stato quindi disposto l’obbligo di firma quotidiana presso l’autorità giudiziaria.
Il ricorso e la decisione del Riesame
Una decisione che la procura aveva ritenuto non sufficiente. Da qui il ricorso al tribunale del Riesame, con la richiesta di sostituire l’obbligo di firma con la custodia cautelare in carcere.
Dopo l’udienza, il collegio ha accolto la richiesta della procura e ha disposto il carcere per il 42enne. La nuova misura sostituisce dunque quella precedentemente stabilita dal gip.
La vicenda giudiziaria, tuttavia, non è ancora conclusa. Per il 17 settembre è infatti già fissata una nuova udienza davanti al tribunale del Riesame. In quella occasione sarà esaminato il ricorso presentato dal legale dell’indagato contro l’ordinanza con cui il gip aveva disposto nei suoi confronti l’obbligo di firma.