Luca Morisi indagato dalla Procura di Verona per cessione di sostanze stupefacenti dopo la segnalazione di due giovani e la perquisizione in casa.

Luca Morisi, il mago della comunicazione social di Matteo Salvini che a inizio settembre ha fatto un passo indietro facendo sapere di aver lasciato la Lega, è indagato dalla Procura di Verona per cessione di stupefacenti. Un’ipotesi di reato grave e sconveniente che sarebbe alla base della sua decisione di lasciare la Bestia che ha contribuito a portare la Lega di Salvini al primo posto nei sondaggi.

Matteo Salvini
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Luca Morisi indagato per cessione di sostanze stupefacenti

Stando a quanto emerso a mezzo stampa, i carabinieri hanno perquisito la sua cascina in provincia di Verona trovando alcune dosi di droga. Per la precisione due grammi di cocaina, stando a quanto emerso nel corso della giornata del 27 settembre, quando la notizia è diventata di pubblico dominio. Per i due grammi trovati in casa è scattata la segnalazione per uso personale.

La perquisizione sarebbe scattata dopo che due giovani rumeni, fermati dagli inquirenti e trovati in possesso di un flacone di droga liquida, hanno fatto il nome di Morisi, indicato come l’uomo che ha ceduto loro la droga. Il fermo dei giovani risale al mese di agosto. Lo spin doctor della Lega finisce, in base a queste dichiarazioni, nel registro degli indagati con l’accusa di cessione di sostanze stupefacenti.

Non ho commesso alcun reato ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo: chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori a Matteo Salvini e a tutta la comunità della Lega”, sono le prime parole di Morisi.

Le indagini sul caso Morisi

Facendo il punto della situazione sulle indagini, per quanto riguarda la cessione di sostanze stupefacenti Morisi è stato tirato in ballo da uno dei ragazzi fermati dai carabinieri nel mese di agosto. I giovani vengono trovati in possesso di un flacone di droga liquida, la droga dello stupro. Secondo le informazioni raccolte, il fermo dei giovani avviene nella zona dell’abitazione di Morisi. E uno dei ragazzi fa il nome dello spin doctor di Salvini.

Ma la ricostruzione è decisamente complessa. Secondo la versione dei fatti fornita dai soggetti fermati, i contatti con Morisi sono iniziati su un’applicazione di incontri omosessuali. Dalla chat si sarebbe passati all’incontro, al quale, oltre a Morisi e ai due rumeni, avrebbe preso parte anche una quarta persona, un italiano sulla cinquantina. Ma sulla partecipazione del quarto uomo le versioni fornite agli inquirenti sono discordanti.

E il flacone di droga liquida? Secondo i soggetti fermati si tratterebbe di un regalo fatto da Morisi, il quale respinge le accuse. E proprio il flacone di droga liquida rappresenta l’elemento chiave delle indagini. L’elemento per il quale Morisi è indagato per cessione di sostanze stupefacenti. Ma se il flacone di droga fosse stato dei ragazzi, allora a carico di Morisi resterebbero solo i due grammi trovati a casa per i quali è scattata la segnalazione per uso personale.

La giornata chiave: il 14 agosto

La giornata chiave sembra essere quella del 14 agosto. Dopo una lite in strada con i due escort di origine rumena con i quali aveva trascorso la notte, Morisi fu portato in caserma dai Carabinieri, intervenuti nel tentativo di sedare la lite. Agli inquirenti Morisi non avrebbe fatto il nome del pusher.

La lite nasce dal fatto che i due rumeni pretendono dei soldi da Morisi, che invece nega. Uno dei due escort sostiene che Morisi gli avrebbe offerto 1.500 euro per la serata salvo poi affermare di non avere soldi. Difficile credere a questa versione. Morisi avrebbe avuto tutto l’interesse a non far emergere la vicenda. Sarebbe strano se si fosse esposto decidendo di non pagare quanto pattuito. Da qui l’ipotesi che i due escort abbiano voluto ricattare Morisi, forse intuendo che potesse trattarsi di un personaggio di spicco.

Dopo la stesura dei primi verbali si procede con la perquisizione in casa di Morisi. Lo spin doctor della Lega consegna ai militari un piccolo quantitativo di cocaina, evidentemente quanto avanzato dopo la serata. Lo stesso Morisi non fornisce agli inquirenti il nome del pusher e si rifiuta di firmare il verbale definitivo.

I messaggi: la droga dello stupro non sarebbe stata di Morisi

Nella giornata del 6 ottobre il Corriere della Sera pubblica le chat tra Luca Morisi e Alexander, il ragazzo rumeno con il quale lo spin doctor della Lega si era messo in contatto per una serata di divertimento. L’aspetto più importante, almeno stando a quanto emerge, è che la droga dello stupro non sarebbe di Morisi ma dei due rumeni.

Alexander propone a Morisi di coinvolgere una terza persona, un suo amico, e poi gli spiega di voler portare la droga dello stupro. Lo propone prima ancora di sapere se il suo amico, Petre, sarebbe effettivamente stato della sera. Quindi è ipotizzabile che la droga fosse sua o almeno nelle sue disponibilità.

C’è però un nodo legato agli orari. Secondo le ricostruzioni, i due escort arrivano a casa di Morisi all’alba. Quindi la persona avvistata alle 22 di sera non era uno dei due escort.

Carabinieri macchina
Carabinieri macchina

Salvini, “Luca ha fatto male a sé stesso più che ad altri”

Matteo Salvini ha commentato la notizia dell’indagine con un post condiviso sulla propria pagina Facebook: “Quando un amico sbaglia e commette un errore che non ti aspetti, e Luca ha fatto male a sé stesso più che ad altri, prima ti arrabbi con lui, e di brutto. Ma poi gli allunghi la mano, per aiutarlo a rialzarsi. Amicizia e lealtà per me sono la Vita. In questa foto avevamo qualche anno e qualche chilo in meno, voglio rivederti presto con quel sorriso. Ti voglio bene amico mio, su di me potrai contare. Sempre”.

Morisi lascia la Lega dopo anni di successi

I riflettori mediatici su Luca Morisi si sono riaccesi nel momento in cui aveva lasciato il suo incarico di regista della comunicazione social delle Lega. Una scelta che aveva sorpreso tutti anche perché Morisi crede fortemente nel partito e Salvini deve molto al suo esperto della comunicazione. In un primo momento si era ipotizzato che Morisi avesse deciso di fare un passo indietro perché deluso dalla nuova direzione politica del partito. E invece il motivo sarebbe l’indagine della Procura di Verona per cessione di stupefacenti.

ultimo aggiornamento: 06-10-2021


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