Quantcast
Luis Garavito: vittime, arresto e condanna del serial killer
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Luis Garavito: il serial killer colombiano che confessò l’omicidio di quasi 200 bambini

un peluche di un orsacchiotto a terra

Luis Alfredo Garavito terrorizzò la Colombia negli anni Novanta. Confessò decine di omicidi di minori e fu coinvolto in 172 procedimenti. Morì in carcere nel 2023.

Luis Alfredo Garavito Cubillos, conosciuto come “La Bestia”, è considerato uno dei serial killer più prolifici della storia contemporanea. Nato nel 1957 a Génova, in Colombia, prese di mira soprattutto bambini e adolescenti in condizioni di vulnerabilità, spostandosi continuamente tra diverse regioni del Paese.

Le cifre sul numero esatto delle vittime variano: nel 1999 confessò inizialmente 140 omicidi, mentre indagini e procedimenti successivi ampliarono enormemente il quadro. Fonti colombiane riferiscono 172 casi attribuiti dalla Fiscalía, mentre Garavito arrivò a confessarne fino a 189.

un peluche per bambini a terra
peluche per bambini lasciato a terra – newsmondo.it

Luis Alfredo Garavito: travestimenti e vittime scelte tra i più vulnerabili

Garavito riusciva ad avvicinare le vittime presentandosi sotto false identità: poteva fingersi venditore ambulante, mendicante, religioso, disabile o rappresentante di inesistenti associazioni benefiche. Individuava soprattutto ragazzi tra gli 8 e i 16 anni, molti dei quali vendevano giornali o lavoravano per strada, e conquistava gradualmente la loro fiducia prima di condurli in zone isolate.

L’indagine prese forma dopo il ritrovamento di numerosi resti di minori nella zona di Pereira. Le autorità iniziarono a confrontare delitti avvenuti in diversi dipartimenti e individuarono caratteristiche comuni. Nel frattempo Garavito continuava a utilizzare nomi falsi e a spostarsi. Quando gli investigatori iniziarono a collegare le varie scene, emerse una serie criminale che si estendeva per anni e probabilmente anche oltre i confini colombiani.

L’arresto, 1.853 anni di pena e la morte in carcere

Garavito venne arrestato il 22 aprile 1999 nei pressi di Villavicencio dopo un episodio nel quale aveva tentato di aggredire un altro minore. Inizialmente negò, ma gli investigatori riuscirono a collegarlo a numerosi casi e nell’ottobre dello stesso anno cominciò una lunga serie di confessioni. Fornì indicazioni su luoghi di sepoltura e delitti precedentemente irrisolti, consentendo agli investigatori di recuperare e identificare altre vittime.

Nel maggio 2000, soltanto per i primi 32 procedimenti, accumulò condanne per 835 anni. Con l’aggiunta degli altri processi, la pena teorica arrivò a 1.853 anni e nove giorni. La legislazione colombiana dell’epoca, tuttavia, poneva un limite effettivo alla detenzione e Garavito doveva scontare 40 anni di carcere. Collaborazione con la giustizia e altri benefici penitenziari fecero successivamente discutere anche sulla possibilità di una liberazione anticipata, che non arrivò mai.

Garavito rimase detenuto nel carcere di massima sicurezza di Valledupar fino alla fine della sua vita. Affetto da gravi problemi di salute, tra cui una forma di leucemia, morì il 12 ottobre 2023, a 66 anni, in una clinica della città. Aveva trascorso circa 24 anni in carcere.

Il numero definitivo delle sue vittime non può essere espresso con una sola cifra senza precisazioni: 140 fu la prima grande confessione pubblica, 172 è il numero frequentemente attribuito dalla Fiscalía colombiana e 189 compare nelle successive confessioni e nei procedimenti dell’epoca. Ciò che è certo è che le indagini ricondussero a Garavito un numero eccezionalmente elevato di omicidi di minori, molti dei quali erano rimasti per anni casi isolati e senza un responsabile.

Leggi anche
L’omicidio di John Lennon: l’autografo al suo assassino poche ore prima di essere ucciso

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2026 10:57

L’omicidio di John Lennon: l’autografo al suo assassino poche ore prima di essere ucciso

nl pixel