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John Lennon: l’omicidio dell’ex Beatles e la condanna di Chapman
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L’omicidio di John Lennon: l’autografo al suo assassino poche ore prima di essere ucciso

John Lennon ad Amburgo

John Lennon fu assassinato a New York l’8 dicembre 1980 da Mark David Chapman, al quale poche ore prima aveva firmato un autografo. Chapman è ancora in carcere.

La sera dell’8 dicembre 1980, John Lennon, 40 anni, tornava con Yoko Ono al Dakota, il celebre edificio di Manhattan nel quale viveva. Ad aspettarlo all’esterno c’era il venticinquenne Mark David Chapman. Quando Lennon gli passò davanti, Chapman esplose cinque colpi con un revolver calibro .38: quattro raggiunsero il musicista.

Lennon venne trasportato d’urgenza al Roosevelt Hospital, dove fu dichiarato morto poco dopo. Chapman, invece, rimase nei pressi della scena e venne arrestato senza tentare una vera fuga.

Yoko Ono con i capelli lunghi
Yoko Ono compagna di John Lennon – newsmondo.it

John Lennon: l’autografo poche ore prima dell’omicidio

L’aspetto più sconvolgente è che Lennon e Chapman si erano già incontrati quel pomeriggio. Mentre John usciva dal Dakota per recarsi a una sessione di registrazione, Chapman gli porse una copia del nuovo album Double Fantasy. Lennon la autografò. Il momento venne anche fotografato. Anni dopo Chapman avrebbe ricordato che Lennon era stato gentile con lui e che, dopo aver ottenuto la firma, aveva perfino pensato di andarsene. Decise invece di aspettarne il ritorno.

Negli anni Chapman ha fornito diverse spiegazioni sul proprio stato mentale, ma durante le udienze per la libertà condizionale ha indicato con sempre maggiore chiarezza il desiderio di ottenere notorietà attraverso l’uccisione di una persona famosissima. Nel 2020 disse alla commissione di aver assassinato Lennon proprio perché era estremamente famoso e perché cercava gloria personale. Non si trattò quindi di un incontro casuale degenerato improvvisamente: Chapman aveva pianificato l’omicidio.

La condanna e 14 richieste di libertà respinte

Chapman inizialmente si dichiarò non colpevole per infermità mentale, ma successivamente cambiò strategia e si dichiarò colpevole di omicidio di secondo grado. Il 24 agosto 1981 venne condannato a una pena da 20 anni all’ergastolo. Divenne quindi eleggibile per la libertà condizionale nel 2000.

Da allora Chapman ha chiesto ripetutamente di uscire dal carcere. Le commissioni hanno sempre respinto le richieste, nonostante le sue dichiarazioni di rimorso. Nell’agosto 2025, ormai settantenne, comparve davanti al Parole Board per la quattordicesima volta e ricevette un nuovo diniego. Continua a scontare la pena al Green Haven Correctional Facility, nello Stato di New York. La prossima udienza è prevista per febbraio 2027.

L’omicidio provocò manifestazioni di lutto in tutto il mondo. Di fronte al Dakota, una zona di Central Park venne successivamente trasformata nel memoriale Strawberry Fields, dedicato a Lennon. A oltre quarantacinque anni dal delitto non esiste dunque alcun mistero sull’identità dell’assassino: rimane invece impressionante la successione degli eventi dell’8 dicembre 1980, quando Lennon firmò un disco all’uomo che poche ore dopo gli avrebbe tolto la vita.

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ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2026 10:56

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