Tensioni in Senato tra i partiti per l’aumento delle spese militari. Arriva il no del MoVimento.

Lega e M5S bloccano l’aumento delle spese militari. Per Giuseppe Conte al momento la spesa militare non è una priorità per l’economia italiana. «In un momento come quello attuale di caro-bollette, dopo due anni di pandemia, e con la recessione che si farà sentire sulla pelle di famiglie e imprese, non si capisce per quale motivo le priorità debbano essere le spese militari».

Arriva quindi il no dell‘Avvocato del popolo per conto del M5S che già si era mostrato contrario agli aiuti militari all’Ucraina. «Non potremmo assecondare un voto che individuasse come prioritario l’incremento delle spese militari a carico del nostro bilancio nazionale. In questo caso il Movimento non potrebbe fare altro che votare contro».

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Il rischio della crisi di governo non preoccupa Conte e il M5S

Questo voto contrario potrebbe mettere in crisi la maggioranza e a rischio il governo Draghi stesso. Ma a questa probabilità Conte risponde: «Ognuno farà le sue scelte. Ma confido che anche il progetto di rafforzamento della difesa europea sia portato avanti con ponderazione, al fine di razionalizzare le spese e non moltiplicarle, e comunque attraverso uno sforzo comune europeo».

I malumori all’interno del governo soprattutto da parte pentastellata sono sempre più palesi. La fronda anti-Zelensky che aveva dato forfait al presidente ucraino e al suo collegamento alla Camera è stato un episodio rilevante. Così come l’assenza di molti parlamentari ieri sempre alla Camera per il discorso del premier Draghi in vista del Consiglio Europeo. Sono segnali che mettono in crisi la maggioranza e il governo.

Il ritorno dell’asse giallo-verde

La crisi e la guerra in Ucraina sembrano aver riaperto la nuova alleanza giallo-verde contro il governo. Il non voler sostenere militarmente l’Ucraina e l’ammonimento ai toni di Draghi nei confronti di Putin considerati dalla Lega troppo belligeranti. Tutto ciò fa pensare ad un reale «sostrato trasversale di filo-putinismo» nella politica italiana come lo definisce Letta.

Conte parla di pacifismo “Sono un pacifista convinto. La decisione di appoggiare l’invio delle armi non è stata presa a cuor leggero e non cambia il fatto che continueremo a lavorare senza sosta per un una soluzione diplomatica del conflitto”. Così come Salvini che afferma: “Quando si parla di armi non sono mai contento”, dopo che ha sostenuto la legittima difesa e l’uso delle armi in contesti ambigui.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 24-03-2022


Filippine al voto, per i social il trionfatore è Ferdinand Marcos

Sapevate che Volodymyr Zelensky è ebreo? Ecco la sua storia tra passato e presente