L’Italia rischia la procedura d’infrazione dall’Ue se la manovra sforerà il deficit. Il taglio dello 0,4% vale 7 miliardi. Smentite le voci di un rinvio di quota 100 e del reddito di cittadinanza. Pil peggio del previsto nel III trimestre.

ROMA – Il braccio di ferro tra il Governo italiano e l’Unione Europea prosegue senza soluzione di continuità. A Bruxelles non è ancora escluso l’avvio della procedura di infrazione per lo sforamento del deficit. Al fine di evitare ciò, l’Esecutivo dovrebbe apportare alla manovra delle modifiche che abbiano un impatto pari allo 0,4% del Pil, ossia 7 miliardi.

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Le ipotesi dei tecnici

Per centrare le richieste dell’Ue non c’è molto spazio di manovra, ossia “aggredire” il fondo da 16 miliardi per pensioni e reddito di cittadinanza. In sostanza, i due provvedimenti tanto cari a Salvini (la cosiddetta “quota 100”) e a Di Maio verrebbero rinviati. Da Palazzo Chigi tuttavia è già stata smentita questa ipotesi.

Economia, numeri negativi

Nel frattempo, nel terzo trimestre 2018 il Pil è calato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, registrando il primo dato congiunturale negativo dal secondo trimestre 2014 (-0,1%). Il dato, sottolinea l’Istat, è stato rivisto al ribasso rispetto alla stima preliminare che era dello 0%. Rispetto al trimestre precedente tutti i principali aggregati della domanda interna registrano diminuzioni con un calo dello 0,1% dei consumi finali nazionali e dell’1,1% per gli investimenti fissi lordi. La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,3 punti percentuali alla crescita del Pil.

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deficit Manovra pil quota 100 Reddito di cittadinanza unione europea

ultimo aggiornamento: 01-12-2018


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