Sequestrati 50mila euro da un conto di Mario Roggero. La decisione della Procura generale verso il gioielliere ora in carcere a Bollate.
Dopo la sentenza che ha imposto a Mario Roggero il risarcimento di 480 mila euro ai familiari dei tre rapinatori coinvolti nei fatti del 28 aprile 2021, la Procura generale di Torino ha disposto un ulteriore provvedimento per garantire il pagamento delle spese di giustizia. È stato infatti ottenuto il sequestro conservativo di 50mila euro, somma prelevata da un conto corrente aperto in Tunisia e intestato a Roggero insieme alla moglie.

Mario Roggero in carcere: come sta
Ormai in carcere, a Bollate, da un paio di giorni, la vita da dietro le sbarre di Roggero procede non senza qualche difficoltà . L’uomo, infatti, per cercare di mettersi, nel limite del possibile, a proprio agio, ha fatto alcune richieste alla moglie. Cose semplici come un costume e altri piccolo particolari che potrebbero rendergli la quotidianità nella struttura meno difficile.
La misura della Procura generale
Come detto, adesso per Mario Roggero è arrivata un’altra notizia negativa. Infatti, la Procura ha disposto un provvedimento per garantire il pagamento delle spese di giustizia andando a sequestrare 50mila euro da un conto in Tunisia appartenente al gioielliere e alla moglie. La misura, comunicata dalla Procura generale, ha lo scopo di assicurare la copertura delle spese processuali, oltre all’obbligo già stabilito di risarcire i parenti dei tre malviventi.
I fondi bloccati provengono dal conto tunisino sul quale, prima del processo d’appello, era stato accreditato un bonifico effettuato dal Comitato #iostoconmarioroggero, nato per sostenere economicamente il commerciante.
La vicenda del gioielliere, lo ricordiamo, fa riferimento a quanto accaduto il 28 aprile 2021, quando Roggero inseguì i rapinatori che avevano appena compiuto una rapina e fece uso di un’arma da fuoco, colpendoli. L’episodio provocò la morte di due dei tre uomini e il grave ferimento del terzo.
Secondo quanto stabilito dalla Corte, nel momento in cui Roggero esplose i colpi non ricorrevano più i presupposti della legittima difesa. I giudici hanno infatti ritenuto che il pericolo fosse ormai terminato, poiché i rapinatori avevano già lasciato il negozio e si stavano allontanando. Per questo motivo è stato escluso il requisito dell’imminenza del pericolo.
La sentenza ha evidenziato inoltre l’assenza del principio di proporzionalità tra l’offesa subita e la reazione. La Corte ha sottolineato che le conseguenze dell’azione, culminate con due decessi e un ferimento grave, non possono essere considerate proporzionate rispetto a una minaccia rivolta esclusivamente a beni materiali, elemento determinante nella valutazione giuridica del caso.