Mauro Tassotti sul Milan: il dietro le quinte sugli ultimi allenatori rossoneri

Tassotti racconta il Milan… visto dalla panchina: da Ancelotti a Pippo Inzaghi.

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Intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Mauro Tassotti, storico giocatore e secondo allenatore del Milan, ha parlato degli ultimi grandi allenatori che ha visto susseguirsi sulla panchina rossonera prima di partire con Shevchenko alla volta dell’Ucraina: “Non credo di essere il vice perfetto, sono soltanto uno che ha scelto di fare le cose che gli piacevano e di restare a lungo dove aveva messo radici. Comunque, vediamo. Ancelotti: buono, competente, uno che sapeva stare bene con tutti. Ho letto che al Bayern gli avrebbero fatto la fronda alcuni giocatori, mi pare incredibile“.

Leonardo, il brasiliano che si nutre di passioni

Il racconto di Tassotti sul Milan prosegue con Leonardo: “Leonardo: un passionale, un entusiasta della vita che si nutre di passioni fortissime. Penso che abbia scelto di andare in Turchia perchè aveva tanta voglia di tornare a lavorare sul campo”.

E poi fu Allegri…

“Allegri: capace, svelto nella lettura della partita. Mi sono trovato molto bene con lui”.

La parentesi Clarence Seedorf

Tassotti ha poi confessato di non aver avuto vita facile con Clarence Seedorf, uno degli allenatori meno longevi e più discussi della storia recente rossonera: “Con Seedorf invece per me non è stato un momento semplice, non è un mistero. Però ci tengo a dire che non gli ho mai fatto la guerra. L’ho sempre stimato da giocatore, da allenatore bisognerà dargli tempo”.

Pippo Inzaghi, uno non da tutti

“Ultimo della lista, Pippo Inzaghi: appassionato, sa tutto di calcio e si è messo in gioco scendendo ad allenare in una serie minore. Non tutti lo avrebbero fatto”.