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Meteo, El Nino fa paura: Giuliacci e gli effetti in Italia
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Meteo, El Nino fa paura. Giuliacci spiega quando si vedranno gli effetti in Italia

Mario Giuliacci

Gli effetti di El Nino nel mondo e in Italia e cosa aspettarsi davvero nel nostro Paese in termini di fenomeni meteo. Parla Mario Giuliacci.

El Nino torna a far discutere gli esperti di clima specie dopo le “previsioni” su effetti drammatici e di portata storica. Secondo il colonnello Mario Giuliacci è necessario, però, fare alcune distinzioni e precisazioni. In primi è importante distinguere con attenzione questo fenomeno da La Nina. In un intervento pubblicato sui social di Meteo Giuliacci, il meteorologo ha ricordato, infatti, che “La Nina è il raffreddamento”, mentre El Nino è associato ad un anomalo aumento della temperatura delle acque del Pacifico tropicale.

Mario Giuliacci
Mario Giuliacci – newsmondo.it

El Nino: il commento di Giuliacci

Per comprendere la portata del fenomeno di El Nino bisogna considerare l’ampiezza dell’area coinvolta. Giuliacci spiega che il riscaldamento interessa una superficie equivalente a circa un settimo dell’intero pianeta e che le anomalie delle temperature marine possono raggiungere i 3°C. Un’estensione così vasta, sottolinea l’esperto, è in grado di condizionare il clima delle zone circostanti.

Le conseguenze più marcate riguardano soprattutto i territori vicini al Pacifico interessato dal riscaldamento. Tra questi vengono indicati Cile, Perù, America Centrale e California, ma anche Corea, Cina orientale, Indonesia e Australia. In queste aree El Nino può avere effetti meteorologici importanti e favorire anche fenomeni estremi.

Gli effetti in Europa e in Italia: ecco quando

La situazione cambia man mano che ci si allontana dall’oceano coinvolto. L’Europa, e in particolare l’Italia, si trova infatti a grande distanza da quella zona del Pacifico. Per questo, secondo Giuliacci, sul continente europeo normalmente non si osservano conseguenze dirette evidenti.

Inoltre, eventuali ripercussioni non sarebbero immediate. Il meteorologo indica un possibile ritardo di tre-sei mesi. Di conseguenza, collegare il caldo dell’estate 2026 a El Nino iniziato a giugno sarebbe, secondo la sua analisi, un errore di tempistica.

Gli eventuali effetti sull’Europa potrebbero manifestarsi soprattutto tra novembre e dicembre, quindi verso la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno. Anche allora, però, Giuliacci invita a non esagerarne la portata: in Italia si tratterebbe di “modesti effetti”, proprio a causa della grande distanza dall’area interessata dal surriscaldamento.

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ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2026 9:17

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