Milan-Atalanta, Mirabelli: “La responsabilità è mia, le critiche rivolgetele a me”

Le parole del direttore sportivo Massimiliano Mirabelli al termine di Milan-Atalanta, ennesima sconfitta per i rossoneri.

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Continua l’incubo per i tifosi del Milan. Anche l’Atalanta di Gasperini passa a San Siro con discreta facilità, facendo cadere in un baratro gli uomini di Gattuso. Intervistato da Sky Sport 24, il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli ha dichiarato: “Oggi non pensiamo al mercato, vorremmo arrivare a gennaio con qualche vittoria. Abbiamo già chiesto scusa ai tifosi domenica scorsa, lo facciamo ancora. Sapevamo che questo progetto era lungo e tortuoso, forse ci aspettavamo qualche difficoltà in meno. C’è da dire che non abbiamo il tempo di stare a demoralizzarci e darci scuse. C’è il derby di Coppa Italia e dobbiamo affrontarlo con la massima dignità“.

Milan-Atalanta, Mirabelli: “Dobbiamo riconquistare la gente

Il direttore sportivo difende quindi il suo operato sul mercato: “Voi avete analizzato questi giocatori, sono tanti nazionali, anche giovani. Mi dispiace perché potevamo fare meglio dall’inizio. Ci sono delle difficoltà e ci dispiace. Dobbiamo riconquistare la gente e far ricredere chi dice che questa non è una squadra da Milan. Gattuso? Rino è un grande uomo, un grande tecnico. Sapevamo di dover affrontare delle grandi problematiche. Lo vedevamo stanco, ma lui dalla mattina agli allenamenti lavora sempre. Vive il Milan in maniera importante. Tiene tantissimo alla squadra, ha delle idee da allenatore davvero importanti. In questo momento è difficile dirlo, ma dobbiamo essere uomini. Quando le cose vanno bene è tutto bello, è facile lavorare e fare le cose. In questi momenti difficili dobbiamo restare uniti per portare la barca in porto. Dobbiamo avere tutte le critiche possibili ed immaginabili. Ci serve una corazza molto forte per respingerle“.

Mirabelli e il peso delle responsabilità

Il direttore sportivo ha quindi ammesso: “È giusto che io sia protettivo, sono il responsabile degli acquisti, dei rinnovi, dei riconfermati. La responsabilità maggiore la sento mia, le critiche devono essere rivolte a me. Sono orgoglioso di tutti questi giocatori che sono professionisti esemplari, si allenano in maniera importante solo che per svariati motivi non riusciamo a essere una squadra. Abbiamo tutti quanti ben chiaro qual è il nostro tema e i nostri problemi. Sto volentieri sotto i riflettori a prendermele tutte io le critiche, l’importante è che lascino stare la squadra“.