Montella esce allo scoperto, se non vince rischia

Vincenzo Montella a caccia dell’abito migliore per il suo Milan ma il tempo stringe: servono punti.

chiudi

Caricamento Player...

Va bene la pazienza, d’accordo, le difficoltà ci sono e gli infortuni non hanno di certo aiutato, ma ora per il Milan di Vincenzo Montella è arrivato il momento di vincere e raggiungere una certa continuità di risultati e rendimento. Non importa come, va bene anche con una vittoria sporca al novantesimo su calcio di rigore di dubbio, vanno bene anche vittorie sofferte, ma la classifica dei rossoneri si deve muovere e in Europa League non sono ammessi passi falsi. Le giustificazioni ci sono, sono reali, sono concrete, ma la pazienza e il tempo a disposizione finiscono presto o tardi.

Solo i risultati danno tempo

Arriviamo qui a uno dei paradossi più incredibili del mondo del Calcio: c’è la consapevolezza che per far girare una macchina come il Milan, stravolta dal mercato estivo, ci sia bisogno di tempo. Un allenatore però di tempo ne ha notoriamente poco a disposizione, il resto deve guadagnarselo sul campo, con i risultati, quei risultati che in teoria si potrebbero raggiungere solo con il tempo. È un cirolo vizioso insomma, una condizione che caratterizza il lavoro dell’allenatore. Poi qualcuno è più fortunato e trova dirgenze più pazienti, qualcuno lo è meno ed è costretto a fare la valigia di fronte al primo intoppo.

VINCENZO MONTELLA
VINCENZO MONTELLA

Vincenzo Montella contro il tempo

Anche Montella è ormai alle prese con la corsa contro il tempo. Il tecnico è motivato, guarda tutti negli occhi, a testa alta, crede nei progressi della sua squadra e sa di avere a portata di mano la soluzione a molti dei problemi dei rossoneri. Ma alle spalle c’è sempre inesorabile il tempo che scorre. Nela conferenza stampa alla vigilia della sfida di Europa League contro l’AEK l’allenatore ha fatto riferimento alla parabola ascendente del Manchester City: “Anche il City di Guardiola nel primo anno è arrivato quarto dopo aver speso 200 mi­lioni. Ora hanno altre basi e al­tre conoscenze“.  E poi il paradosso: “So bene che quando non arrivano i risultati sono a rischio. Però, qualsiasi
cosa dovesse succedere, Fasso­ne e Mirabelli hanno la mia to­tale stima
“.