Caso Viviana Parisi, il racconto di un testimone: Gioele era vivo dopo l’incidente, non presentava ferite e stava bene, in braccio alla madre.

Possibile svolta nel caso della morte di Viviana Parisi e della scomparsa del piccolo Gioele. La novità è rappresentata dal racconto di un testimone, secondo cui il bimbo era vivo dopo l’incidente, non presentava ferite ed era in braccio alla madre. Viene così definitivamente esclusa l’ipotesi secondo cui il piccolo fosse rimasto ferito o ucciso nell’incidente. Ma restano da sciogliere altri interrogativi che circondano la vicenda.

Caso Viviana Parisi, il racconto di un testimone: Gioele era vivo dopo l’incidente. Proseguono le ricerche

La testimonianza è stata resa pubblica dal Procuratore che segue le indagini. Secondo il racconto fornito agli inquirenti, il piccolo Gioele era vivo e senza ferite dopo l’incidente.

La testimonianza fornita agli inquirenti scioglie uno dei dubbi sulla vicenda ma purtroppo non risponde alla domanda che tiene l’Italia con il fiato sospeso da due settimane. Dove si trova Gioele? E soprattutto, è ancora vivo? E poi come è morta Viviana Parisi? Perché si è recata nei boschi dopo ‘incidente stradale?

Viene però messo un punto fermo alla ricostruzione, in quanto la testimonianza esclude l’ipotesi secondo cui il bimbo possa essere rimasto ucciso nell’incidente stradale. Per questo motivo i ricercatori continuano a lavorare senza sosta alla ricerca almeno di indizi che possano portare al ritrovamento nel bambino. Le ricerche sono concentrate nella zona del ritrovamento del corpo di Viviana, e le persone al lavoro potranno avvalersi dell’aiuto dei cani molecolari.

Carabinieri macchina
Carabinieri macchina

Una testimonianza considerata attendibile

Il testimone, ha confermato il procuratore, sarebbe attendibile. Si tratterebbe di persone che erano in vacanza in Sicilia e che poi erano tornati al Nord. Nel momento in cui le autorità hanno diffuso la descrizione di Viviana e del piccolo, i testimoni si sono resi conto che si trattava dell’incidente al quale avevano assistito sulla Palermo-Messina. Inoltre il testimone si sarebbe riconosciuto nella descrizione che gli inquirenti hanno fornito dei possibili testimoni.

“L’ho seguita con lo sguardo e l’ho vista scavalcare il guardrail e dirigersi verso la montagna, imboccando un sentiero sopra la galleria […]. La donna non correva, camminava con passo veloce, ma non sembrava per niente turbata. Ho cercato di seguirla, ma poi ho desistito perché si era formata una coda per l’incidente e stavano per arrivare i soccorsi”

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ultimo aggiornamento: 18-08-2020


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