La minaccia della Russia alla Grande Bretagna, poi il passo indietro. Cosa sta succedendo nell’ambito della guerra in Ucraina.
Il viaggio non più tanto segreto del capo della Cia a Mosca per parlare con Putin e le voci di possibili rappresaglie russe ai danni di Londra. Sono tante le voci che si stanno susseguendo nelle ultime ore in merito alla guerra in Ucraina e in generale alle tensioni tra il Cremlino e tutta l’Europa. Ecco cosa filtra a carattere globale.

Mosca minaccia Londra: cosa sappiamo
La Russia potrebbe colpire strutture militari britanniche, sia in Ucraina sia al di fuori del territorio ucraino, come risposta agli attacchi condotti da Kiev contro obiettivi russi con armi fornite da Londra. A lanciare l’avvertimento è stata Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, in dichiarazioni riportate da Interfax.
Poco dopo, però, da Mosca sono arrivate parole che sembrano ridimensionare lo scenario di una possibile escalation. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha infatti respinto le indiscrezioni relative a un presunto progetto russo di attacco contro la Nato. Secondo quanto riferito da Ria Novosti, Peskov ha definito queste ricostruzioni dei semplici “spauracchi”, sostenendo che non corrispondano né alla realtà né alle intenzioni della Federazione Russa.
La situazione dopo il dietrofront
Il portavoce di Vladimir Putin ha comunque accusato i Paesi europei di portare avanti una politica “molto aggressiva” nei confronti della Russia. Le interpretazioni contrarie, ha aggiunto, rappresenterebbero una deformazione della situazione reale. In un’intervista a Bloomberg, Peskov ha inoltre escluso la necessità di un’ulteriore escalation militare, spiegando che Mosca starebbe comunque avanzando in Ucraina.
Nel frattempo, sul fronte europeo torna a essere discussa la possibilità di utilizzare gli asset sovrani russi congelati per sostenere economicamente l’Ucraina. Svezia, Paesi Bassi, Spagna e Polonia, insieme ad altri Stati dell’Ue, chiedono a Bruxelles di riprendere il lavoro su questa ipotesi, mentre crescono i timori per una nuova difficoltà finanziaria di Kiev.
Secondo il Financial Times, si tratta di oltre 200 miliardi di euro appartenenti alla banca centrale russa e immobilizzati nell’Unione europea. Il precedente progetto era stato abbandonato lo scorso inverno dopo l’opposizione del Belgio, dove è conservata la maggior parte dei fondi. Una coalizione di Paesi intende ora chiedere alla Commissione europea di verificare eventuali soluzioni giuridiche e tecniche alternative per superare l’impasse.