Moto Di Ferro: i modelli custom realizzati dall'officina veneta

Moto Di Ferro: i modelli custom realizzati dall’officina veneta

Fondata nel 2010, la Moto di Ferro produce allestimenti custom utilizzando solo ferro ed alluminio ed evitando i materiali compositi.

La customizzazione è un processo attraverso il quale si personalizza una motocicletta. In sintesi, partendo da un modello di serie, che funge da base, si interviene sulla meccanica, sulla ciclistica o sull’estetica del mezzo, a seconda del proprio gusto o di esigenze specifiche. Questo tipo di interventi possono essere realizzati tanto da semplici appassionati quanto da officine specializzate, quale è la Moto di Ferro con sede a Mestre.

La nascita di Moto di Ferro

“Moto di Ferro – Made in Venice” è un’officina che si occupa di realizzare allestimenti custom per moto; è stata fondata nel 2010 da Marco Lugato, veneto classe 1964 originario di Marghera, ex meccanico motociclistico con un breve passato da pilota professionista tra il 1988 ed il 1990 (campionato Superbike). L’attività produttiva vera e propria è cominciata a gennaio del 2011. La Moto di Ferro è “un’officina dedicata tutta allo studio del design delle moto, sia della ciclistica che dell’aspetto estetico” come ha spiegato lo stesso Lugato in un’intervista rilasciata nel 2018 al canale Youtube Sanremo UK Ltd.

Abbiamo una linea che si chiama Moto di Ferro” – spiega ancora Lugato nell’occasione – “che è rappresentata da un allestimento in alluminio, perché prediligo il ferro e l’alluminio: il nome deriva da questo. Non utilizzo nessun tipo materiale composito, come potrebbero essere plastica, carbonio o vetroresina ma esclusivamente metalli, quindi alluminio e ferro.

Dopo essere stato responsabile tecnico della Concessionaria Ufficiale Harley-Davidson di Bassano del Grappa per quattro anni, Lugato inaugura l’attività creativa di Moto di Ferro all’interno dell’officina veneziana di Renzo Marchiori, la stessa dove aveva iniziato l’apprendistato come meccanico da giovane. Lugato si occupa del lato artistico (in qualità di designer) mentre la gestione burocratica del marchio è affidata a Nicola Dalan (presidente) e Matteo Moretti (amministratore delegato)

I modelli Moto di Ferro

Trattandosi di un’attività artigianale dedita alla personalizzazione artistica di modelli già esistenti, la Moto di Ferro non vanta una gamma né un listino, piuttosto una serie di creazioni originali, disponibili in edizioni limitate. In compenso ci sono alcune moto che vengono usate maggiormente come modello di partenza; si tratta in particolare di BMW, Kawasaki, Yamaha e Moto Guzzi.

Moto di Ferro
Fonte foto: https://www.facebook.com/MotoDiFerro/

Dalla Kawasaki W800, l’officina veneta ha ricavato tre versioni le quali, pur conservando intatte la meccanica e il telaio della moto originale giapponese (equipaggiata con un motore bicilindrico a 4 tempi raffreddato ad aria), rappresentano tre declinazioni di tre stili differenti:

  • Moto di Ferro Scrambler: rivisitazione in chiave enduro, si caratterizza per alcuni elementi che la rendono molto originale dal punto di vista estetico. Spiccano, in particolare, la sella cucita a mano in grado di accogliere un altro passeggero oltre il pilota, la strumentazione minimal, il grande gruppo ottico anteriore e il manubrio largo. Meno evidenti ma comunque preziosi alcuni dettagli, come ad esempio le lavorazioni in alluminio o il tappo del serbatoio ricavato dal pieno;
  • Moto di Ferro Tracker: pur essendo realizzata a partire dalla stessa base della ‘Scrambler’, questo modello sfoggia un vistoso codone in alluminio ricavato dal pieno, forse il più evidente degli elementi realizzati dall’officina di Lugato. Gli altri interventi riguardano la meccanica: la forcella a steli tradizionali Ohlins, il carter in acciaio spazzolato e i due ammortizzatori biturbo regolabili;
  • Moto di Ferro Café Racer: presentata al Motor Bike Expo di Verona assieme agli altri due modelli della gamma “W800”, è ispirata allo stile delle moto da corsa degli anni Settanta (come si evince dalla sella monoposto). Oltre che per i dettagli estetici, la moto si caratterizza per l’impostazione simile ad una bobtail, le sospensioni accorciate, le ruote grandi a spalla larga e il design minimalista. “È più estrema delle altre” – ha avuto modo di spiegare Marco Lugato – “ed è realizzata per lo più in alluminio, dal serbatoio ai parafanghi; il bicilindrico a iniezione è l’ultimo della generazione W800. Ho accorciato di molto sia le forcelle che gli ammortizzatori: non sobbalza come una Harley ma è ancora rigida“;
  • Moto Guzzi SP 1000 Scrambler by Moto di Ferro: realizzata nel 2015 per un amico di Lugato (che aveva portato in officina solo i pezzi della Guzzi), questa creazione si fregia di una notevole serie di interventi relativi ad ogni aspetto della moto. In un articolo pubblicato dalla rivista Special Cafè sono riportati i seguenti interventi di estetica e meccanica: serbatoio Laverda anni Settanta, sella artigianale, contachilometri Harley-Davidson, smontaggio, verniciatura e sabbiatura del motore, collettori artigianali, terminale di scarico Supertrapp e fasce termiche Cool It. Per quanto riguarda la ciclista, il modello presenta un telaio sabbiato e riverniciato (con alloggi modificati), sella e parafango nuovi, una forcella ZX-6R 2002, un manubrio e riser Aprilia Tuono, pompa del freno anteriore radiale, pinze anteriori Brembo (serie Oro) con dischi anteriori flottanti da 320 mm e pneumatici tassellati.

Alle moto sopra elencate si è aggiunta nel 2016 la Yamaha XV950 Speed Iron, realizzata in collaborazione diretta con la Casa giapponese. Come si legge sul sito ufficiale del costruttore nipponico, questa creazione “è una sublime Café Racer dalle linee essenziali e leggere, che non perde l’eccellente ciclistica e stile di guida che contraddistingue il modello di serie“.

La collaborazione con Yamaha” – si legge ancora – “nasce in seguito ad un incontro lo scorso anno a Wheels & Waves tra Lugato, il Product Manager di Yamaha Europe Shun Miyazawa e il Marketing Coordinator di Yamaha Europe Cristian Barelli. Un ritrovo fatto di scambio di idee e progetti futuri focalizzato, ovviamente, sulla passione che lega i tre al mondo delle moto special“.

Per quanto riguarda gli interventi di caratterizzazione, la Moto di Ferro ha messo mano al telaio, a cominciare dal retrotreno, modificato per ottenere una linea più omogenea. Nello specifico, la modifica è stata effettuata per poter inserire un nuovo codone in alluminio ricavato dal pieno destinato ad ospitare una nuova sella artigianale in pelle con cuciture a vista. In aggiunta, il serbatoio originale è stato sostituito da uno in alluminio, più leggero, capace di contenere 7 litri di carburante. Il contachilometri Acewell trova posto tra i semimanubri accorciati caratteristici di una Café Racer. Gli altri elementi caratterizzanti sono la forcella mutuata dalla Yamaha VMAX e lo scarico 2 in 1 progettato in collaborazione con Arrow.

Fonte foto: https://www.facebook.com/MotoDiFerro/

ultimo aggiornamento: 21-11-2019

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