La Regione Puglia ha deciso di vietare il lavoro nei campi nelle ore più calde dopo la morte di un migrante.

BARI – La Regione Puglia ha deciso di vietare il lavoro nei campi nelle ore più calde dopo la morte di un migrante avvenuta nei giorni scorsi. Come riportata da La Repubblica, l’ordinanza è stata firmata dal governatore Emiliano che prevede lo stop dalle 12:30 alle 16 dei i turni nei campi fino al 31 agosto 2021.

Il provvedimento è valido per le “aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo, limitamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio segnali un livello alto“.

L’invito del sindaco di Nardò al Governo

Una ordinanza adottata dopo la morte di un migrante e l’invito del sindaco di Nardò di adottarla in tutta Italia. Il provvedimento anti-caldo, infatti, nella città leccese è in vigore ormai da cinque anni e il politico nei giorni scorsi ha scritto una lettera al Governo per chiedere l’estensione della misura anche in altre sone.

Il sindaco, come precisato dall’Ansa, ha chiesto “un sistema di allarme e intervento rapido per i giorni ad altissimo rischio, in modo da poter scongiurare, per quanto possibile il ripetersi di simile tragedie. Non lasciamo che la morte di queste persone e di chissà quanti uomini e donne prima di loro siano state vane“.

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Il confronto nel Governo

Il tema potrebbe essere affrontato nei prossimi giorni all’interno del Governo. Le politiche sul lavoro sono sul tavolo ormai da diverse settimane e il confronto tra i partiti di maggioranza è ormai in corso e presto potrebbe essere approvato un decreto sugli ammortizzatori sociali.

Provvedimento che, al momento, non prevede nessuna ordinanza simile. Ma non si esclude un futuro una misura per evitare il lavoro nei campi nelle ore più calde con l’obiettivo di evitare altri decessi dei braccianti.


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