Differenza fra pensione di vecchiaia e pensione di anzianità

Qual è la differenza tra pensione di vecchiaia e pensione di anzianità? Ecco tutte le informazioni sul significato e sull’età da raggiungere

Molto spesso gli italiani tendono a fare confusione quando si parla di pensione di vecchiaia e d’anzianità. Con questa pratica guida vi illustreremo le differenze e i requisiti anagrafici e contribuiti indispensabili per ottenerle.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia stabilisce l’età anagrafica massima consentita per richiedere il trattamento pensionistico. La pensione di anzianità, invece, calcola tramite un sistema di quote tra sistema contributivo e anzianità anagrafica quando un determinato soggetto può andare in pensione. Si tratta di due casi completamenti differenti, anche se va detto che la pensione di anzianità è stata quasi abolita in seguito alla riforma delle pensioni. La pensione di vecchiaia è accessibile a tutti i cittadini italiani con almeno 20 anni di contributi Inps purché abbiano raggiunto una certa soglia di età riconosciuta come anzianità anagrafica per andare in pensione. La pensione di anzianità, invece, è stata in parte abolita con l’entrata in vigore della riforma Fornero fatta eccezione per l’ottava salvaguardia e gli esodati. Rispetto alla pensione di vecchiaia, quella di anzianità si basava sul raggiungimento di determina quote derivate dalla somma di contributi e dell’anzianità anagrafica.

Pensione di vecchiaia e di anzianità: requisiti

Ma quali sono i requisiti indispensabili per accedere alla pensione di vecchiaia? Stando all’ultima legge sulle pensioni, la riforma Fornero, possono accedere alle pensione di vecchiaia:

  • gli uomini e le donne dipendenti del settore pubblico al raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi;
  • uomini dipendenti settore privato al raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi;
  • donne dipendenti del settore privato al raggiungimento dei 65 anni e 7 mesi;
  • lavoratori autonomi: donne al raggiungimento dei 66 anni e 1 mese, uomini 66 anni e 7 mesi.

A partire dal 1 gennaio 2018 l’età pensionabile sarà uniformata al raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi per tutti. Differentemente la pensione di anzianità non stabilisce un’età precisa per andare in pensione. L’età minima è fissata per i 61 anni e 6 mesi, ma la data di pensionamento varia a seconda della quota raggiunta fissata dalla Legge Fornero a 97,6 per i lavoratori dipendenti e a 98,6 per i lavorati autonomi. Si tratta di una somma pari a 97 anni e 6 mesi.
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ultimo aggiornamento: 20-08-2017

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